A cura della dott.sa Marina Merlini
Prosegue l’attività di FamiliarmenteinAcaop, progetto di welfare aziendale che la Società Acaop SpA di Stradella sta realizzando, con il sostegno di Regione Lombardia – Direzione Generale Famiglia, in partenariato con Broni-Stradella SpA, CNA Servizi Srl ed un’ampia rete di attori territoriali tra cui, il Piano di Zona capofila Broni, l’Unione dei Comuni di Prima Collina, le Direzioni scolastiche locali, oltre alla Consigliera di parità provinciale e a numerose associazioni no-profit e di volontariato. Il progetto, in itinere, ha avviato negli anni 2012-2013 attività diversificate con l’erogazione di benefit e servizi attraverso l’attivazione di leve conciliative:
Leva servizi
Leva finanziaria
Per il benessere e la prevenzione sanitaria integrativa dei/delle dipendenti è stata stipulata una convenzione con la Fondazione Maugeri di Pavia che si realizza attraverso check up medici direttamente in azienda, con un’attenzione particolare alla diversificazione di genere.
Per i servizi interaziendali di sostegno extrascolastico sono state stipulate convenzioni con l’Associazione familiare Mondo Parallelo di Broni e la Società Aquaplanet di Stradella.
A disposizioni dei figli dei/delle dipendenti servizi pre-post scuola, grest, attività di sostegno e di cura parentale (corsi sostegno scolastico, corsi sportivi, attività ricreative…).
Previsti voucher-buoni scuola per l’acquisto di materiale didattico scolastico e libri scolastici come azione di sostegno al reddito famigliare.
Per i servizi interaziendali di timy saving è stata introdotta la figura del “facilitatore on site” con la presenza, in azienda, di una referente alla quale i/le dipendenti possono rivolgersi per tutte le informazioni sul progetto e per le attività di disbrigo burocratico delle pratiche di tutti i giorni, dalla prenotazione visite e ritiro esiti a piccoli acquisti e commissioni.
Per i servizi di accompagnamento e supporto ai bisogni di mobilità e di prossimità dei famigliari è stata stipulata una convenzione con l’Associazione Auser Insieme - Centro Sociale Stradellino.
Si è costituito un Ufficio di Progetto, presso la sede di Acaop SpA ed avviato un percorso di cultura interaziendale sul tema della conciliazione famiglia-lavoro:
Leva organizzativa Leva cultura
Costituzione ufficio di progetto presso Acaop Spa e attività di staff per l’avvio di un approccio innovativo al tema della conciliazione famiglia lavoro.
Presso l’ufficio oltre a tutte le informazioni di dettaglio sul progetto, è possibile prenotare e richiedere i voucher dei servizi ed evidenziare problematiche conciliative emerse valutando le possibili soluzioni di risposta al bisogno.
Si sono attuati:
• Incontri della cabina di regia di progetto
• Incontri con il partenariato ed il territorio per soluzioni concertate a sostegno del welfare locale e territoriale
• Incontri sindacali per una contrattazione sensibile al tema conciliativo
Partecipazione incontri di approfondimento e consapevolezza sul tema conciliativo previsti nell’ambito del Piano di Lavoro dell’Accordo Quadro Conciliazione Famiglia-Lavoro Pavia
Focus-group interaziendali
Sottoscrizione convenzioni con i diversi attori territoriali, pubblici, privati, mondo del no-profit per promuovere la dimensione territoriale delle risposte ai bisogni conciliativi al fine di orientare un sistema di welfare partecipato, multi attore e a responsabilità diffusa a favore della sostenibilità sociale intesa come l’insieme dei benefit e dei servizi per il miglioramento della qualità di vita privata e lavorativa.
Regione Lombardia sostiene le aziende in partenariato nell’attuazione del progetto, premiandone l’impegno messo in campo, nella certezza che questa sperimentazione possa divenire, per tutto il territorio provinciale, un esempio da seguite per la crescita di una cultura aziendale sulla tema della conciliazione.
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ALBO REGIONALE DELLE ASSOCIAZIONI PER LE PARI OPPORTUNITÀ
A Cura della Dott.sa Marina Merlini
Il 13 marzo 2013 è stato pubblicato il comunicato per il rinnovo dell’Albo regionale delle associazioni femminili. Il termine per la presentazione delle domande scade il 13 maggio 2013. Possono presentare domanda le associazioni e i movimenti femminili aventi sede operativa in Lombardia e il cui statuto preveda tra i suoi scopi l’attuazione dei principi di parità e pari opportunità tra uomini e donne, nonché la promozione e valorizzazione delle donne nei diversi ambiti della vita sociale ed economica.
Le associazioni femminili rappresentano un aspetto importante della società civile. Sono attive sui più diversi terreni, dalla formazione all’orientamento, dal lavoro all’ambito socio-sanitario, al volontariato e alla conciliazione dei tempi, dalla cultura alla partecipazione sociale, e contribuiscono con la loro presenza alla costituzione del tessuto sociale.
La Regione Lombardia sostiene e valorizza la loro attività attraverso l’Albo regionale delle associazioni e dei movimenti per le pari opportunità, che raccoglie e dà visibilità ai soggetti che ne sono protagonisti sul territorio.
L’Albo, istituito con legge regionale n. 16 del 1992 e disciplinato dalla legge regionale n. 8 del 2011, viene rinnovato annualmente, permettendo l’iscrizione di nuove realtà e il rinnovo dell’adesione di quelle già presenti.
Le associazioni iscritte all’Albo possono collaborare con la Regione in progetti e iniziative di informazione, formazione e ricerca.
Mercoledì 13 marzo 2013 è stato pubblicato sul BURL Serie Ordinaria n. 11 il comunicato annuale per il rinnovo dell’Albo regionale dell’associazionismo femminile (Comunicato n. 27 del 4 marzo 2013). Il termine per la presentazione delle domande, da inviare tramite raccomandata, scade lunedì 13 maggio 2013 (per le raccomandate fa fede il timbro postale).
Possono iscriversi all’Albo le associazioni e i movimenti femminili aventi sede operativa in Lombardia e il cui statuto o atto costitutivo prevedano finalità e attività volte all’attuazione dei principi di parità e pari opportunità tra donne e uomini nella vita sociale, culturale, economica e politica.
Le associazioni che fanno domanda per la prima volta devono utilizzare apposito modello, che deve essere compilato in ogni sua parte. Alla domanda deve essere allegata copia dell’atto costitutivo e/o dello statuto, oppure del documento di intenti e/o di accordi tra le socie.
Per riferimenti e per inviare le domande di iscrizione:
Regione Lombardia - Presidenza
U/O Relazioni esterne
U.O.C. Pari opportunità e Conciliazione dei tempi
Piazza Città di Lombardia, 1 - 20124 Milano
tel. 02/6765.4886 - 02/6765.3250
IN EVDENZA
17 aprile 2013 - Ore 16.00
“Il lavoro, l’impresa “anche dalla parte delle donne. Il passo avanti della società”
Collegio Universitario F.lli Cairoli – p.zza Cairoli, 1 - Pavia
organizzato dal Coordinamento Nazionale per l’Imprenditoria Femminile - CNIF patrocinato dalla Provincia di Pavia. Sarà presente il Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Pavia
alle ore 18.00 - inaugurazione mostra: “Dentro la creatività – donne imprenditrici”
24 aprile 2013 – dalle ore 9.00 -
“Sex or Gender Differences in Medicine?”
workshop sulla medicina di genere
Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano
workshop organizzato nell’ambito del progetto STAGES –
Structural Transformation to Achieve Gender Equality in Science.
Sex or Gender Differences in Medicine?: è questa la domanda aperta scelta come titolo del workshop sulla medicina di genere che si terrà il 24 aprile 2013 presso la Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano. Organizzato nell’ambito del progetto STAGES Structural Transformation to Achieve Gender Equality in Science (FP7), il workshop ha come obiettivo quello di offrire strumenti sempre più complessi per la diagnosi e la terapia di patologie caratterizzate da specificità di espressione clinica nella popolazione maschile e femminile. Negli ultimi anni, infatti, il paradigma medico legato al genere ha conosciuto una progressiva diffusione. E’ ormai noto come le differenze di genere influiscano profondamente non solo sulle modalità attraverso le quali le patologie si sviluppano, vengono diagnosticate e affrontate dal/dalla paziente, ma come tali differenze possano condizionare l’efficacia delle terapie. Molta strada, tuttavia, resta da fare nell’individuazione di prassi diagnostiche così come di approcci e tecnologie terapiche che tengano conto di tali differenze. Il workshop, quindi, si propone non solo di promuovere anche in Italia la diffusione di una maggiore ‘gender sensitivity’ nello sviluppo della pratica clinica ma anche di offrire strumenti adeguati per la diagnosi e il trattamento di specifiche patologie.
A tal proposito, il workshop, coordinato e diretto dalla Prof.ssa Patrizia Presbitero (Responsabile dei workshop sulla medicina di genere nel progetto STAGES) sarà suddiviso in due sessioni dal titolo “Cardiovascular Diseases” (Sessione della mattina – dalle ore 9:00 alle ore 12:45. Chairwoman: Prof.ssa Maria Domenica Cappellini, Responsabile del progetto STAGES presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia) e “Cancer and Immunity” (Sessione del Pomeriggio – dalle ore 14:00 alle ore 17:30. Chairwoman: Prof.ssa Patrizia Presbitero). Entrambe le sessioni, durante le quali interverranno esperte/i del settore provenienti da diverse università e strutture ospedaliere italiane, saranno concluse con una lecture.
La prima, dal titolo, “Lack of Lever Estrogenic Regulation in the Pathophysiology of Women Ageing Process” sarà tenuta dalla Prof.ssa Adriana Maggi, Università degli Studi di Milano.
La lecture che concluderà la sessione pomeridiana ha invece come titolo “Immunity and Autoimmunity as Paradigm of Gender Medicine” e sarà tenuta dal Prof. Alberto Mantovani, Università degli Studi di Milano.
Il 13 marzo 2013 è stato pubblicato il comunicato per il rinnovo dell’Albo regionale delle associazioni femminili. Il termine per la presentazione delle domande scade il 13 maggio 2013. Possono presentare domanda le associazioni e i movimenti femminili aventi sede operativa in Lombardia e il cui statuto preveda tra i suoi scopi l’attuazione dei principi di parità e pari opportunità tra uomini e donne, nonché la promozione e valorizzazione delle donne nei diversi ambiti della vita sociale ed economica.
Le associazioni femminili rappresentano un aspetto importante della società civile. Sono attive sui più diversi terreni, dalla formazione all’orientamento, dal lavoro all’ambito socio-sanitario, al volontariato e alla conciliazione dei tempi, dalla cultura alla partecipazione sociale, e contribuiscono con la loro presenza alla costituzione del tessuto sociale.
La Regione Lombardia sostiene e valorizza la loro attività attraverso l’Albo regionale delle associazioni e dei movimenti per le pari opportunità, che raccoglie e dà visibilità ai soggetti che ne sono protagonisti sul territorio.
L’Albo, istituito con legge regionale n. 16 del 1992 e disciplinato dalla legge regionale n. 8 del 2011, viene rinnovato annualmente, permettendo l’iscrizione di nuove realtà e il rinnovo dell’adesione di quelle già presenti.
Le associazioni iscritte all’Albo possono collaborare con la Regione in progetti e iniziative di informazione, formazione e ricerca.
Mercoledì 13 marzo 2013 è stato pubblicato sul BURL Serie Ordinaria n. 11 il comunicato annuale per il rinnovo dell’Albo regionale dell’associazionismo femminile (Comunicato n. 27 del 4 marzo 2013). Il termine per la presentazione delle domande, da inviare tramite raccomandata, scade lunedì 13 maggio 2013 (per le raccomandate fa fede il timbro postale).
Possono iscriversi all’Albo le associazioni e i movimenti femminili aventi sede operativa in Lombardia e il cui statuto o atto costitutivo prevedano finalità e attività volte all’attuazione dei principi di parità e pari opportunità tra donne e uomini nella vita sociale, culturale, economica e politica.
Le associazioni che fanno domanda per la prima volta devono utilizzare apposito modello, che deve essere compilato in ogni sua parte. Alla domanda deve essere allegata copia dell’atto costitutivo e/o dello statuto, oppure del documento di intenti e/o di accordi tra le socie.
Per riferimenti e per inviare le domande di iscrizione:
Regione Lombardia - Presidenza
U/O Relazioni esterne
U.O.C. Pari opportunità e Conciliazione dei tempi
Piazza Città di Lombardia, 1 - 20124 Milano
tel. 02/6765.4886 - 02/6765.3250
IN EVDENZA
17 aprile 2013 - Ore 16.00
“Il lavoro, l’impresa “anche dalla parte delle donne. Il passo avanti della società”
Collegio Universitario F.lli Cairoli – p.zza Cairoli, 1 - Pavia
organizzato dal Coordinamento Nazionale per l’Imprenditoria Femminile - CNIF patrocinato dalla Provincia di Pavia. Sarà presente il Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Pavia
alle ore 18.00 - inaugurazione mostra: “Dentro la creatività – donne imprenditrici”
24 aprile 2013 – dalle ore 9.00 -
“Sex or Gender Differences in Medicine?”
workshop sulla medicina di genere
Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano
workshop organizzato nell’ambito del progetto STAGES –
Structural Transformation to Achieve Gender Equality in Science.
Sex or Gender Differences in Medicine?: è questa la domanda aperta scelta come titolo del workshop sulla medicina di genere che si terrà il 24 aprile 2013 presso la Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano. Organizzato nell’ambito del progetto STAGES Structural Transformation to Achieve Gender Equality in Science (FP7), il workshop ha come obiettivo quello di offrire strumenti sempre più complessi per la diagnosi e la terapia di patologie caratterizzate da specificità di espressione clinica nella popolazione maschile e femminile. Negli ultimi anni, infatti, il paradigma medico legato al genere ha conosciuto una progressiva diffusione. E’ ormai noto come le differenze di genere influiscano profondamente non solo sulle modalità attraverso le quali le patologie si sviluppano, vengono diagnosticate e affrontate dal/dalla paziente, ma come tali differenze possano condizionare l’efficacia delle terapie. Molta strada, tuttavia, resta da fare nell’individuazione di prassi diagnostiche così come di approcci e tecnologie terapiche che tengano conto di tali differenze. Il workshop, quindi, si propone non solo di promuovere anche in Italia la diffusione di una maggiore ‘gender sensitivity’ nello sviluppo della pratica clinica ma anche di offrire strumenti adeguati per la diagnosi e il trattamento di specifiche patologie.
A tal proposito, il workshop, coordinato e diretto dalla Prof.ssa Patrizia Presbitero (Responsabile dei workshop sulla medicina di genere nel progetto STAGES) sarà suddiviso in due sessioni dal titolo “Cardiovascular Diseases” (Sessione della mattina – dalle ore 9:00 alle ore 12:45. Chairwoman: Prof.ssa Maria Domenica Cappellini, Responsabile del progetto STAGES presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia) e “Cancer and Immunity” (Sessione del Pomeriggio – dalle ore 14:00 alle ore 17:30. Chairwoman: Prof.ssa Patrizia Presbitero). Entrambe le sessioni, durante le quali interverranno esperte/i del settore provenienti da diverse università e strutture ospedaliere italiane, saranno concluse con una lecture.
La prima, dal titolo, “Lack of Lever Estrogenic Regulation in the Pathophysiology of Women Ageing Process” sarà tenuta dalla Prof.ssa Adriana Maggi, Università degli Studi di Milano.
La lecture che concluderà la sessione pomeridiana ha invece come titolo “Immunity and Autoimmunity as Paradigm of Gender Medicine” e sarà tenuta dal Prof. Alberto Mantovani, Università degli Studi di Milano.
Verso L'EXPO 2015
A cura della Dott.sa Marina Merlini
Il Presidente di Confagricoltura Donna Lombardia, Gabriella Poli, nell’ottica dell’obiettivo di valorizzare della figura femminile all’interno dell’impresa agricola ha avviato, dal settembre 2012, il progetto “Maratona delle imprenditrici verso l’expo 2015”.
Il progetto è nato dalla consapevolezza che il tema dell’EXPO 2015 rappresenta un’occasione per dare risalto al percorso da tempo intrapreso dall’associazione: la valorizzazione della qualità, sicurezza, tipicità dei prodotti agricoli lombardi.
Il progetto si caratterizza attraverso un itinerario di visite ad aziende agricole condotte da imprenditrici, localizzate in varie province lombarde, che si distinguono per l’attuazione di processi innovativi.
La “Maratona” è iniziata il 14 settembre 2012 con la visita alla “Cascina Le Preseglie” di Cristina Bordignon, a Desenzano sul Garda (Bs). L’azienda, ad indirizzo vitivinicolo, dispone di una cantina estremamente funzionale e tecnologica. L’elemento innovativo consiste nell’aver introdotto, nel processo di vinificazione, il lavaggio delle uve prima della pressatura. L’azienda dispone inoltre di un agriturismo con zona wellness.
La 2° tappa della maratona si è svolta il 28 ottobre 2012 con la visita all’azienda agricola “Tenuta San Giovanni” di Olevano di Lomellina (Pv). L’azienda, condotta da Cristiana Sartori, consiste in 32 ettari convertiti ad agricoltura biologica, con coltivazioni miste di cereali, leguminose ed ortaggi. Elemento innovativo introdotto “il Nero di Lomellina”, la selezione di una nuova varietà di riso integrale a pericarpo nero, iniziato nei terreni della tenuta e, attualmente, coltivata da pochissimi. Inoltre, dal 2000, l’azienda ha puntato sulle attività connesse all’agricoltura come elementi imprenditoriali innovativi di multifunzionalità: basti citare, a titolo d’esempio, le antiche stalle diventate spazi per eventi pubblici e privati che ospitano anche il museo d’arte e tradizione contadina, tappa fondamentale delle visite scolastiche in quanto l’azienda è anche fattoria didattica e sede di importanti eventi gastronomici mirati alla valorizzazione dei prodotti della Lomellina, ospitati dall’azienda.
La 3° tappa, del 28 ottobre 2012, si è svolta presso l’azienda vitivinicola Tosca e Polisena “ L’Altro Agriturismo” di Pontida (Bg). L’azienda, situata in Valcalepio, è condotta secondo i dettami dell’agricoltura biologica da Tosca Comi insieme al marito. Vengono prodotti prevalentemente vini della Denominazione d’origine Valcalepio. L’azienda è affiancata dall’agriturismo Polisena, con spiccate caratteristiche di eco sostenibilità, che costituiscono l’elemento innovativo e, per questo, denominato “L’Altro Agriturismo”.
La 4° tappa, del 22 marzo 2013, presso la “Cascina Barosi” di Benedetta Barosi, di Annico (Cr), ha permesso la visita di un’azienda ad indirizzo zootecnico-cerealicolo con allevamento di vacche da latte e coltivazioni di mais, erba medica e loietto. Il latte prodotto è destinato alla trasformazione in formaggio Grana Padano DOP. L’azienda è accreditata come fattoria didattica con l’obiettivo di far conoscere l’attività agricola ai bambini e alle famiglie e, al contempo, educare alla corretta alimentazione e al rispetto dell’ambiente.
Tappe successive:
Giovedì 18 aprile 2013 – Agriturismo “La Rovere” - Cesole di Marcaria (Mn)
Venerdì 17 maggio – Azienda Agricola “Il Castelletto” - Tribulina di Scanzorosciate (Bg)
Venerdì 21 giugno 2013 – Agriturismo “Le Cascine” - Terranova dei Passeri (Lo)
Giovedì 11 luglio – Azienda Agricola “Al Mulino” - Località Brisnago - Azzio (Va) Venerdì 20 settembre 2013 - Azienda Agricola “Rossi F.lli “Cascina Tavernasco” di Noviglio (Mi)
Venerdì 18 ottobre Azienda Agricola Tenca – Casalmaggiore (Cr)
“Si tratta di un progetto concreto – spiega Gabriella Poli – Presidente di Confagricoltura Donne Lombardia e Delegato di Confagricoltura Donna all’Expo 2015 – che costituisce un interessante momento di incontro, di confronto e reciproco scambio tra le imprenditrici: visitare un’azienda all’avanguardia può essere un utile spunto e quindi un arricchimento per la propria realtà aziendale. Rappresenta inoltre un primo passo verso un progetto più ambizioso: la creazione di una “rete” di imprese dove siano coinvolte oltre alle aziende agricole, anche realtà di altri settori, quali l’artigianato, il commercio e l’industria.”
L’invito all’iniziativa è aperto a tutti/e gli interessati/e
Per maggiori informazioni e conferma partecipazione – segreteria di: Confagricoltura Donna Lombardia tel.: 02/58302122 – fax: 02/58300881
mail: donna@confagricolturalombardia.it
Il Presidente di Confagricoltura Donna Lombardia, Gabriella Poli, nell’ottica dell’obiettivo di valorizzare della figura femminile all’interno dell’impresa agricola ha avviato, dal settembre 2012, il progetto “Maratona delle imprenditrici verso l’expo 2015”.
Il progetto è nato dalla consapevolezza che il tema dell’EXPO 2015 rappresenta un’occasione per dare risalto al percorso da tempo intrapreso dall’associazione: la valorizzazione della qualità, sicurezza, tipicità dei prodotti agricoli lombardi.
Il progetto si caratterizza attraverso un itinerario di visite ad aziende agricole condotte da imprenditrici, localizzate in varie province lombarde, che si distinguono per l’attuazione di processi innovativi.
La “Maratona” è iniziata il 14 settembre 2012 con la visita alla “Cascina Le Preseglie” di Cristina Bordignon, a Desenzano sul Garda (Bs). L’azienda, ad indirizzo vitivinicolo, dispone di una cantina estremamente funzionale e tecnologica. L’elemento innovativo consiste nell’aver introdotto, nel processo di vinificazione, il lavaggio delle uve prima della pressatura. L’azienda dispone inoltre di un agriturismo con zona wellness.
La 2° tappa della maratona si è svolta il 28 ottobre 2012 con la visita all’azienda agricola “Tenuta San Giovanni” di Olevano di Lomellina (Pv). L’azienda, condotta da Cristiana Sartori, consiste in 32 ettari convertiti ad agricoltura biologica, con coltivazioni miste di cereali, leguminose ed ortaggi. Elemento innovativo introdotto “il Nero di Lomellina”, la selezione di una nuova varietà di riso integrale a pericarpo nero, iniziato nei terreni della tenuta e, attualmente, coltivata da pochissimi. Inoltre, dal 2000, l’azienda ha puntato sulle attività connesse all’agricoltura come elementi imprenditoriali innovativi di multifunzionalità: basti citare, a titolo d’esempio, le antiche stalle diventate spazi per eventi pubblici e privati che ospitano anche il museo d’arte e tradizione contadina, tappa fondamentale delle visite scolastiche in quanto l’azienda è anche fattoria didattica e sede di importanti eventi gastronomici mirati alla valorizzazione dei prodotti della Lomellina, ospitati dall’azienda.
La 3° tappa, del 28 ottobre 2012, si è svolta presso l’azienda vitivinicola Tosca e Polisena “ L’Altro Agriturismo” di Pontida (Bg). L’azienda, situata in Valcalepio, è condotta secondo i dettami dell’agricoltura biologica da Tosca Comi insieme al marito. Vengono prodotti prevalentemente vini della Denominazione d’origine Valcalepio. L’azienda è affiancata dall’agriturismo Polisena, con spiccate caratteristiche di eco sostenibilità, che costituiscono l’elemento innovativo e, per questo, denominato “L’Altro Agriturismo”.
La 4° tappa, del 22 marzo 2013, presso la “Cascina Barosi” di Benedetta Barosi, di Annico (Cr), ha permesso la visita di un’azienda ad indirizzo zootecnico-cerealicolo con allevamento di vacche da latte e coltivazioni di mais, erba medica e loietto. Il latte prodotto è destinato alla trasformazione in formaggio Grana Padano DOP. L’azienda è accreditata come fattoria didattica con l’obiettivo di far conoscere l’attività agricola ai bambini e alle famiglie e, al contempo, educare alla corretta alimentazione e al rispetto dell’ambiente.
Tappe successive:
Giovedì 18 aprile 2013 – Agriturismo “La Rovere” - Cesole di Marcaria (Mn)
Venerdì 17 maggio – Azienda Agricola “Il Castelletto” - Tribulina di Scanzorosciate (Bg)
Venerdì 21 giugno 2013 – Agriturismo “Le Cascine” - Terranova dei Passeri (Lo)
Giovedì 11 luglio – Azienda Agricola “Al Mulino” - Località Brisnago - Azzio (Va) Venerdì 20 settembre 2013 - Azienda Agricola “Rossi F.lli “Cascina Tavernasco” di Noviglio (Mi)
Venerdì 18 ottobre Azienda Agricola Tenca – Casalmaggiore (Cr)
“Si tratta di un progetto concreto – spiega Gabriella Poli – Presidente di Confagricoltura Donne Lombardia e Delegato di Confagricoltura Donna all’Expo 2015 – che costituisce un interessante momento di incontro, di confronto e reciproco scambio tra le imprenditrici: visitare un’azienda all’avanguardia può essere un utile spunto e quindi un arricchimento per la propria realtà aziendale. Rappresenta inoltre un primo passo verso un progetto più ambizioso: la creazione di una “rete” di imprese dove siano coinvolte oltre alle aziende agricole, anche realtà di altri settori, quali l’artigianato, il commercio e l’industria.”
L’invito all’iniziativa è aperto a tutti/e gli interessati/e
Per maggiori informazioni e conferma partecipazione – segreteria di: Confagricoltura Donna Lombardia tel.: 02/58302122 – fax: 02/58300881
mail: donna@confagricolturalombardia.it
Workshop Provincia di Pavia - Piazza Italia, 2 - Pavia 15 marzo 2013
Maternità,un problema per le donne che lavorano “Un Fiocco in Azienda” lavora perché sia una festa
l progetto “Un Fiocco in Azienda” nasce come iniziativa del gruppo Donne Manager di Manageritalia Milano ed è un progetto concreto per aiutare l’azienda e le proprie dipendenti ad affrontare serenamente la maternità ed i conseguenti momenti di attivazione di forme conciliative adeguate.
Il Vicepresidente e Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Pavia, Milena D’Imperio, ha ritenuto il progetto fortemente innovativo, finalizzato ad un miglioramento del clima interno e del senso di appartenenza del lavoratore all’azienda con conseguente sviluppo dell’efficienza lavorativa.
La Provincia di Pavia, nell’ambito dell’Accordo Territoriale Conciliazione Famiglia-Lavoro Pavia, ha aderito al progetto impegnandosi ad avviare le azioni previste.
L’attività delle fasi progettuali intende dare un sostegno alle mamme dipendenti dell’Ente affinché possano ottenere:
tutte le informazioni adeguate sulle normative e sulle procedure burocratiche per i periodi di astensione, obbligatoria e facoltativa;
possano avere un affiancamento per restare in contatto con la vita aziendale anche durante l’assenza dal lavoro;
possano essere sostenute nella valorizzazione della genitorialità.
L’attività di progetto, ha previsto, in fase in itinere, lo sviluppo e diffusione dell’iniziativa a livello territoriale.
In data 15 marzo 2013, il progetto è stato presentato alle aziende, pubbliche e private, del territorio provinciale.
In tale occasione è stata messa a disposizione dei/delle dipendenti della Provincia di Pavia una guida per i futuri genitori, per potersi orientare al meglio tra normative attuali e servizi forniti da Manageritalia Milano e dall’Azienda Sanitaria Locale di Pavia
“Un Fiocco in Azienda” è un progetto di Manageritalia, la federazione che da due anni aiuta aziende e collaboratori ad affrontare serenamente il periodo della maternità. A fronte dell’aumento delle donne che in Italia perdono il lavoro per la maternità, progetti come “Un Fiocco in Azienda” possono incidere su cultura e comportamenti perché diventi una festa per tutti.
La maternità in Italia continua a essere un problema per le donne che lavorano, anzi oggi lo è ancora più di prima. Infatti, secondo l’Istat, dopo due anni dal parto nel 2012 quasi una madre su quattro (22,7%), in precedenza occupata, perde il lavoro, contro il 18,5% del 2005 e il 19,9% del 2002.
Tabella 1 – Condizione professionale delle neo madri a due anni dal parto e motivi della perdita dell’occupazione (2002-2003; 2005 e 2011-2012)
Tabella2 - Provvedimenti di convalida delle dimissioni delle lavoratrici madri emessi dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Pavia
Una realtà incresciosa che il progetto di Manageritalia “Un Fiocco in Azienda”, partito due anni fa in Lombardia, vuole cambiare. E i numeri di chi lo ha utilizzato sono incoraggianti: 28 aziende aderenti e 77 mamme lo hanno utilizzato nel 2011 e altre 16 aziende e 130 mamme si sono aggiunte nel 2012.
Il progetto è una proposta concreta concepita per aiutare aziende e dipendenti ad affrontare al meglio la maternità, supportando le neomamme al rientro al lavoro ed evitando situazioni di conflitto o di mobbing. Il percorso prevede alcuni comportamenti che l’azienda deve tenere nei riguardi delle dipendenti in maternità.
Manageritalia ha poi previsto una serie di servizi, quali il supporto psicologico per mamme e papà e un servizio di corretta alimentazione durante e post gravidanza. Inoltre una card pediatrica permette di reperire prontamente un pediatra nei casi in cui il proprio non sia disponibile
Secondo Marisa Montegiove, coordinatrice Gruppo Donne Manager Manageritalia: “Il successo di UN FIOCCO IN AZIENDA non era affatto scontato. La maternità costituisce ancora un delicato momento nel rapporto azienda-dipendente. La conciliazione fra vita lavorativa e famiglia è sempre più un tema globale e il nostro Paese è particolarmente aggravato dalla mancanza di cultura, di pregiudizi, di strutture adeguate. Il risultato è che in Italia un quarto delle donne abbandona il lavoro dopo il parto e circa la metà ha un rientro in azienda problematico. Il mondo del lavoro perde così professionalità e competenze e il calo demografico, già ai minimi nel nostro Paese rischia di diventare preoccupante e di farci perdere ancora più competitività”.
Per le aziende i vantaggi sono indubbi: notevole miglioramento del clima aziendale; maggiore produttività delle dipendenti future e neomamme; fidelizzazione delle proprie dipendenti; migliore immagine dell’azienda verso l’esterno.
Indubbi i vantaggi anche per il nostro Paese: riduzione del tasso di abbandono del lavoro dopo la maternità; evitare che il tasso di occupazione femminile in Italia si riduca a causa della maternità; incrementare il tasso di natalità.
Per approfondimenti e ulteriori informazioni:
Marina Merlini – US Pari Opportunità – Provincia di Pavia – 0382/597442 – mail: marina.merlini@provincia.pv.it
Per approfondimenti e ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Manageritalia: Enrico Pedretti 0229516028 - 3486971715.
Oppure sul sito: http://donne.manageritalia.it/un-fiocco-in-azienda
Ufficio Stampa Adriana Cantisani: Giulia Binosi 348 7258077 – giulia@giuliabinosi.it
Il Vicepresidente e Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Pavia, Milena D’Imperio, ha ritenuto il progetto fortemente innovativo, finalizzato ad un miglioramento del clima interno e del senso di appartenenza del lavoratore all’azienda con conseguente sviluppo dell’efficienza lavorativa.
La Provincia di Pavia, nell’ambito dell’Accordo Territoriale Conciliazione Famiglia-Lavoro Pavia, ha aderito al progetto impegnandosi ad avviare le azioni previste.
L’attività delle fasi progettuali intende dare un sostegno alle mamme dipendenti dell’Ente affinché possano ottenere:
tutte le informazioni adeguate sulle normative e sulle procedure burocratiche per i periodi di astensione, obbligatoria e facoltativa;
possano avere un affiancamento per restare in contatto con la vita aziendale anche durante l’assenza dal lavoro;
possano essere sostenute nella valorizzazione della genitorialità.
L’attività di progetto, ha previsto, in fase in itinere, lo sviluppo e diffusione dell’iniziativa a livello territoriale.
In data 15 marzo 2013, il progetto è stato presentato alle aziende, pubbliche e private, del territorio provinciale.
In tale occasione è stata messa a disposizione dei/delle dipendenti della Provincia di Pavia una guida per i futuri genitori, per potersi orientare al meglio tra normative attuali e servizi forniti da Manageritalia Milano e dall’Azienda Sanitaria Locale di Pavia
“Un Fiocco in Azienda” è un progetto di Manageritalia, la federazione che da due anni aiuta aziende e collaboratori ad affrontare serenamente il periodo della maternità. A fronte dell’aumento delle donne che in Italia perdono il lavoro per la maternità, progetti come “Un Fiocco in Azienda” possono incidere su cultura e comportamenti perché diventi una festa per tutti.
La maternità in Italia continua a essere un problema per le donne che lavorano, anzi oggi lo è ancora più di prima. Infatti, secondo l’Istat, dopo due anni dal parto nel 2012 quasi una madre su quattro (22,7%), in precedenza occupata, perde il lavoro, contro il 18,5% del 2005 e il 19,9% del 2002.
Tabella 1 – Condizione professionale delle neo madri a due anni dal parto e motivi della perdita dell’occupazione (2002-2003; 2005 e 2011-2012)
Tabella2 - Provvedimenti di convalida delle dimissioni delle lavoratrici madri emessi dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Pavia
Una realtà incresciosa che il progetto di Manageritalia “Un Fiocco in Azienda”, partito due anni fa in Lombardia, vuole cambiare. E i numeri di chi lo ha utilizzato sono incoraggianti: 28 aziende aderenti e 77 mamme lo hanno utilizzato nel 2011 e altre 16 aziende e 130 mamme si sono aggiunte nel 2012.
Il progetto è una proposta concreta concepita per aiutare aziende e dipendenti ad affrontare al meglio la maternità, supportando le neomamme al rientro al lavoro ed evitando situazioni di conflitto o di mobbing. Il percorso prevede alcuni comportamenti che l’azienda deve tenere nei riguardi delle dipendenti in maternità.
Manageritalia ha poi previsto una serie di servizi, quali il supporto psicologico per mamme e papà e un servizio di corretta alimentazione durante e post gravidanza. Inoltre una card pediatrica permette di reperire prontamente un pediatra nei casi in cui il proprio non sia disponibile
Secondo Marisa Montegiove, coordinatrice Gruppo Donne Manager Manageritalia: “Il successo di UN FIOCCO IN AZIENDA non era affatto scontato. La maternità costituisce ancora un delicato momento nel rapporto azienda-dipendente. La conciliazione fra vita lavorativa e famiglia è sempre più un tema globale e il nostro Paese è particolarmente aggravato dalla mancanza di cultura, di pregiudizi, di strutture adeguate. Il risultato è che in Italia un quarto delle donne abbandona il lavoro dopo il parto e circa la metà ha un rientro in azienda problematico. Il mondo del lavoro perde così professionalità e competenze e il calo demografico, già ai minimi nel nostro Paese rischia di diventare preoccupante e di farci perdere ancora più competitività”.
Per le aziende i vantaggi sono indubbi: notevole miglioramento del clima aziendale; maggiore produttività delle dipendenti future e neomamme; fidelizzazione delle proprie dipendenti; migliore immagine dell’azienda verso l’esterno.
Indubbi i vantaggi anche per il nostro Paese: riduzione del tasso di abbandono del lavoro dopo la maternità; evitare che il tasso di occupazione femminile in Italia si riduca a causa della maternità; incrementare il tasso di natalità.
Per approfondimenti e ulteriori informazioni:
Marina Merlini – US Pari Opportunità – Provincia di Pavia – 0382/597442 – mail: marina.merlini@provincia.pv.it
Per approfondimenti e ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Manageritalia: Enrico Pedretti 0229516028 - 3486971715.
Oppure sul sito: http://donne.manageritalia.it/un-fiocco-in-azienda
Ufficio Stampa Adriana Cantisani: Giulia Binosi 348 7258077 – giulia@giuliabinosi.it
PER LA PREVENZIONE ED IL CONTRASTO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
A cura della Dott.sa Marina Merlini
Regione Lombardia, con la legge «Interventi di prevenzione, contrasto e favore delle donne vittime di violenza» ha previsto di costituire il Tavolo permanente contro la violenza di genere.
Sono aperti i termini per la presentazione delle candidature per la nomina a componente del Tavolo per soggetti che gestiscono unità d’offerta sperimentali, centri antiviolenza, case di accoglienza, organismi di terzo settore (associazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di solidarietà familiare e associazioni e movimenti per le pari opportunità, iscritti nei rispettivi albi e registri).
La Regione Lombardia, con la legge regionale 3 luglio 2012 n. 11 «Interventi di prevenzione, contrasto e
favore delle donne vittime di violenza» ha accresciuto il proprio impegno a contrasto alla violenza di genere.
All’art. 5 comma 3, questa legge prevede la costituzione del Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne. Per darvi applicazione, è stata approvata la d.g.r. n. 4587 del 28 dicembre 12 «Determinazioni in ordine ai criteri di composizione, funzioni e modalità di funzionamento del Tavolo permanete per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne».
Sono dunque aperti i termini per la presentazione delle candidature per la nomina a componente del Tavolo per le organizzazioni e gli enti di cui all’art. 10, comma 3, lett. b) e c), ovvero soggetti che gestiscono unità d’offerta sperimentali, centri antiviolenza, case di accoglienza, organismi cosiddetti di terzo settore (iscritti negli albi o registri quali associazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di solidarietà familiare e associazioni e movimenti per le pari opportunità, iscritti nei rispettivi albi e registri istituiti con legge regionale e che abbiano tra i propri scopi prevalenti la lotta alla violenza contro le donne).
I requisiti per l’idoneità alla candidatura, in base alla d.g.r. 4587/12, sono:
una comprovata esperienza in materia di attivazione e gestione dei servizi, progetti ed azioni di contrasto alla violenza di genere, attestabile attraverso la prevalenza di tale attività e ricavabile dagli statuti o atti fondativi dell’ente/organismo;
svolgimento dell’attività da almeno tre anni;
iscrizione dell’ente/organismo in uno degli albi o registri relativi alla materia di cui alle leggi regionali n. 8/11 art. 9 e n. 1/08 (artt. 5, 16, 17, 27 e 36).
Il termine per la presentazione delle candidature è fissato per giovedì 28 febbraio 2013.
Le candidature potranno essere presentate all’Ufficio Protocollo Generale della Giunta regionale della Lombardia, viale Restelli,2 - Milano, o presso gli sportelli di protocollo delle Sedi Territoriali di ciascuna provincia; oppure inviate tramite posta elettronica certificata all’indirizzo PEC della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale: famiglia@pec.regione.lombardia.it, previa sottoscrizione del modulo e degli allegati da parte del legale rappresentante dell’organismo dichiarante, mediante l’apposizione della firma elettronica (nativamente presente sulla Carta Regionale dei Servizi – CRS) oppure mediante firma digitale rilasciata da uno degli organismi certificatori riconosciuti a livello nazionale. In alternativa, le candidature potranno essere spedite mediante raccomandata con ricevuta di ritorno entro il medesimo termine al seguente indirizzo di posta:
Regione Lombardia
Direzione Generale famiglia, integrazione conciliazione e solidarietà sociale
Unità Organizzativa Sistemi di welfare
data apertura: 30 gennaio 2013
scadenza: 28 febbraio 2013
destinatari finali:
Associazioni, cooperative, centri, case di accoglienza e organismi impegnati nel contrasto alla violenza contro le donne
riferimenti:
Legge regionale n. 11/2012, interventi a contrasto della violenza
Regione Lombardia, con la legge «Interventi di prevenzione, contrasto e favore delle donne vittime di violenza» ha previsto di costituire il Tavolo permanente contro la violenza di genere.
Sono aperti i termini per la presentazione delle candidature per la nomina a componente del Tavolo per soggetti che gestiscono unità d’offerta sperimentali, centri antiviolenza, case di accoglienza, organismi di terzo settore (associazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di solidarietà familiare e associazioni e movimenti per le pari opportunità, iscritti nei rispettivi albi e registri).
La Regione Lombardia, con la legge regionale 3 luglio 2012 n. 11 «Interventi di prevenzione, contrasto e
favore delle donne vittime di violenza» ha accresciuto il proprio impegno a contrasto alla violenza di genere.
All’art. 5 comma 3, questa legge prevede la costituzione del Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne. Per darvi applicazione, è stata approvata la d.g.r. n. 4587 del 28 dicembre 12 «Determinazioni in ordine ai criteri di composizione, funzioni e modalità di funzionamento del Tavolo permanete per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne».
Sono dunque aperti i termini per la presentazione delle candidature per la nomina a componente del Tavolo per le organizzazioni e gli enti di cui all’art. 10, comma 3, lett. b) e c), ovvero soggetti che gestiscono unità d’offerta sperimentali, centri antiviolenza, case di accoglienza, organismi cosiddetti di terzo settore (iscritti negli albi o registri quali associazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di solidarietà familiare e associazioni e movimenti per le pari opportunità, iscritti nei rispettivi albi e registri istituiti con legge regionale e che abbiano tra i propri scopi prevalenti la lotta alla violenza contro le donne).
I requisiti per l’idoneità alla candidatura, in base alla d.g.r. 4587/12, sono:
una comprovata esperienza in materia di attivazione e gestione dei servizi, progetti ed azioni di contrasto alla violenza di genere, attestabile attraverso la prevalenza di tale attività e ricavabile dagli statuti o atti fondativi dell’ente/organismo;
svolgimento dell’attività da almeno tre anni;
iscrizione dell’ente/organismo in uno degli albi o registri relativi alla materia di cui alle leggi regionali n. 8/11 art. 9 e n. 1/08 (artt. 5, 16, 17, 27 e 36).
Il termine per la presentazione delle candidature è fissato per giovedì 28 febbraio 2013.
Le candidature potranno essere presentate all’Ufficio Protocollo Generale della Giunta regionale della Lombardia, viale Restelli,2 - Milano, o presso gli sportelli di protocollo delle Sedi Territoriali di ciascuna provincia; oppure inviate tramite posta elettronica certificata all’indirizzo PEC della Direzione Generale Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale: famiglia@pec.regione.lombardia.it, previa sottoscrizione del modulo e degli allegati da parte del legale rappresentante dell’organismo dichiarante, mediante l’apposizione della firma elettronica (nativamente presente sulla Carta Regionale dei Servizi – CRS) oppure mediante firma digitale rilasciata da uno degli organismi certificatori riconosciuti a livello nazionale. In alternativa, le candidature potranno essere spedite mediante raccomandata con ricevuta di ritorno entro il medesimo termine al seguente indirizzo di posta:
Regione Lombardia
Direzione Generale famiglia, integrazione conciliazione e solidarietà sociale
Unità Organizzativa Sistemi di welfare
data apertura: 30 gennaio 2013
scadenza: 28 febbraio 2013
destinatari finali:
Associazioni, cooperative, centri, case di accoglienza e organismi impegnati nel contrasto alla violenza contro le donne
riferimenti:
Legge regionale n. 11/2012, interventi a contrasto della violenza
L’impegno delle Istituzioni e della Fondazione Le Vele Pavia per la diversificazione e lo sviluppo di una nuova imprenditorialità femminile in ambito rurale in provincia di Pavia
A cura della dott.sa Marina Merlini
La diversificazione dell’attività agricola e la multifunzionalità d’impresa permette di unire l’agricoltura tradizionale con le nuove richieste della collettività orientate verso un innovativo ed ampio range di servizi senza l’abbandono dell’agricoltura “produttiva” ma, al contrario, ricercando una soluzione di compromesso efficiente tra gli obiettivi strettamente produttivi e quelli sociali ed ambientali.
I percorsi formativi e informativi avviati in questi ultimi due anni dalla Provincia di Pavia – Assessorato alle Pari Opportunità (Misura 111-B), da PaviaSviluppo – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Pavia (Misura 331/A) e dalla Fondazione Le Vele Pavia (Misura 331 A-B – Misura 111 A-B) basati su moduli mirati e diversificati per contenuti e per attori territoriali coinvolti, hanno inciso profondamente il substrato agricolo dell’imprese agricole al femminile, proponendo elementi di conoscenza e strumenti operativi innovativi volti a quelle aziende agricole, fattorie didattiche, agriturismi, fattorie sociali, agrinidi, …. interessati ad avviare un’attività imprenditoriale propria o ad imprenditrici e soggetti diversificati del mondo occupazionale agricolo che necessitano di aumentare le proprie competenze per la diversificazione della propria impresa in ambito sociale e multifunzionale, validando, nel contempo, la qualità di vita delle zone rurali, prioritariamente in area svantaggiata, creando reti territoriali per la salvaguardia dei servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale in un’ottica sviluppo e sostegno alle politiche di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
OBIETTIVI:
• Implementare l’imprenditorialità femminile, soprattutto in ambito sociale, attraverso misure di formazione e di informazione/diffusione delle conoscenze, per un rinnovato e diversificato impulso all’occupazione giovanile e femminile, anche in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa;
• fornire agli operatori economici, soprattutto nella fascia di genere, strumenti tecnici atti a diversificare l’agricoltura verso forme diversificate per rendere competitiva la propria impresa e/o la propria attività in ambito agricolo, dando visibilità al territorio, anche in vista dell’Expo 2015;
• somministrare contenuti formativi adeguati coniugati alla valorizzazione di una cultura organizzativa improntata alla conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro anche del contesto territoriale in cui gravita l’attività agricola attiva e/o che si vuole intraprendere, coniugando l’esigenza di efficienza aziendale con la gestione sociale dell’impresa;
• accompagnare ed accrescere, con percorsi mirati, la capacità di fare rete a livello territoriale con gli attori pubblici e privati pavesi, con particolare riferimento ai GAL provinciali e al contesto locale di cui alla territorializzazione dell’asse 4 - Leader – Pavia.
La scelta strategica della Provincia di Pavia
La sfida della familiarizzazione dei servizi alla persona è stata attuata attraverso nuove modalità di accoglienza rivolte alle famiglie in un sistema strutturato, come oggi globalmente definito family friendly, caratterizzato da azioni ed attività che coniugano una forte motivazione all’azione (valori relazionali) con elevati livelli di professionalità e di gestione della complessità organizzativa.
Attraverso il progetto attivato negli anni dall’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Pavia, si è data vita ad una sperimentazione volta alla definizione di un SISTEMA FAMIGLIA in un territorio rurale che pone, appunto, la famiglia al centro del proprio sviluppo agricolo-turistico-valoriale, attento ai bisogni ed alle aspettative di ciascun componente delle famiglie, siano esse gradite ospiti che residenti nei comuni oltre padani, in un contesto che valuti la sostenibilità delle azioni parallelamente al disposto del PSR 2007-2013. Attraverso il piano di sviluppo rurale e, nella fattispecie, attraverso l’azione del “Patto per la promozione dell’uguaglianza di genere e la non discriminazione” , la Provincia di Pavia si è posta l’obiettivo di qualificarsi come territorio che sostiene una nuova forma di accoglienza ed una cura attenta ai bisogni familiari in tutte le sue sfaccettature, recuperando i valori etici e della cultura contadina, senza tuttavia non porre la dovuta attenzione alla sostenibilità del territorio ed alle politiche di sviluppo. In particolare, si è voluto evidenziare il ruolo della donna, sia imprenditrice, già impegnata, a vario livello, nel settore, sia della donna che decide di lasciare un’attività pendolaristica, impegnandosi sul territorio rurale provinciale in un’attività che possa conciliare il lavoro in azienda agricola, e/o a vario titolo in ambito rurale, con il lavoro di cura familiare e parentale. Il progetto intende gradualmente andare a costituire, sostenere e promuovere una RETE DI AZIENDE FAMILY FRIENDLY attraverso mutui scambi e collaborazioni. A tutt’oggi è in fase di adozione, a cura della CCIAA di Pavia e della Provincia di Pavia, il logo identificativo del circuito d’imprese femminili family friendly in ambito rurale.
La diversificazione dell’attività agricola e la multifunzionalità d’impresa permette di unire l’agricoltura tradizionale con le nuove richieste della collettività orientate verso un innovativo ed ampio range di servizi senza l’abbandono dell’agricoltura “produttiva” ma, al contrario, ricercando una soluzione di compromesso efficiente tra gli obiettivi strettamente produttivi e quelli sociali ed ambientali.
I percorsi formativi e informativi avviati in questi ultimi due anni dalla Provincia di Pavia – Assessorato alle Pari Opportunità (Misura 111-B), da PaviaSviluppo – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Pavia (Misura 331/A) e dalla Fondazione Le Vele Pavia (Misura 331 A-B – Misura 111 A-B) basati su moduli mirati e diversificati per contenuti e per attori territoriali coinvolti, hanno inciso profondamente il substrato agricolo dell’imprese agricole al femminile, proponendo elementi di conoscenza e strumenti operativi innovativi volti a quelle aziende agricole, fattorie didattiche, agriturismi, fattorie sociali, agrinidi, …. interessati ad avviare un’attività imprenditoriale propria o ad imprenditrici e soggetti diversificati del mondo occupazionale agricolo che necessitano di aumentare le proprie competenze per la diversificazione della propria impresa in ambito sociale e multifunzionale, validando, nel contempo, la qualità di vita delle zone rurali, prioritariamente in area svantaggiata, creando reti territoriali per la salvaguardia dei servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale in un’ottica sviluppo e sostegno alle politiche di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
OBIETTIVI:
• Implementare l’imprenditorialità femminile, soprattutto in ambito sociale, attraverso misure di formazione e di informazione/diffusione delle conoscenze, per un rinnovato e diversificato impulso all’occupazione giovanile e femminile, anche in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa;
• fornire agli operatori economici, soprattutto nella fascia di genere, strumenti tecnici atti a diversificare l’agricoltura verso forme diversificate per rendere competitiva la propria impresa e/o la propria attività in ambito agricolo, dando visibilità al territorio, anche in vista dell’Expo 2015;
• somministrare contenuti formativi adeguati coniugati alla valorizzazione di una cultura organizzativa improntata alla conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro anche del contesto territoriale in cui gravita l’attività agricola attiva e/o che si vuole intraprendere, coniugando l’esigenza di efficienza aziendale con la gestione sociale dell’impresa;
• accompagnare ed accrescere, con percorsi mirati, la capacità di fare rete a livello territoriale con gli attori pubblici e privati pavesi, con particolare riferimento ai GAL provinciali e al contesto locale di cui alla territorializzazione dell’asse 4 - Leader – Pavia.
La scelta strategica della Provincia di Pavia
La sfida della familiarizzazione dei servizi alla persona è stata attuata attraverso nuove modalità di accoglienza rivolte alle famiglie in un sistema strutturato, come oggi globalmente definito family friendly, caratterizzato da azioni ed attività che coniugano una forte motivazione all’azione (valori relazionali) con elevati livelli di professionalità e di gestione della complessità organizzativa.
Attraverso il progetto attivato negli anni dall’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Pavia, si è data vita ad una sperimentazione volta alla definizione di un SISTEMA FAMIGLIA in un territorio rurale che pone, appunto, la famiglia al centro del proprio sviluppo agricolo-turistico-valoriale, attento ai bisogni ed alle aspettative di ciascun componente delle famiglie, siano esse gradite ospiti che residenti nei comuni oltre padani, in un contesto che valuti la sostenibilità delle azioni parallelamente al disposto del PSR 2007-2013. Attraverso il piano di sviluppo rurale e, nella fattispecie, attraverso l’azione del “Patto per la promozione dell’uguaglianza di genere e la non discriminazione” , la Provincia di Pavia si è posta l’obiettivo di qualificarsi come territorio che sostiene una nuova forma di accoglienza ed una cura attenta ai bisogni familiari in tutte le sue sfaccettature, recuperando i valori etici e della cultura contadina, senza tuttavia non porre la dovuta attenzione alla sostenibilità del territorio ed alle politiche di sviluppo. In particolare, si è voluto evidenziare il ruolo della donna, sia imprenditrice, già impegnata, a vario livello, nel settore, sia della donna che decide di lasciare un’attività pendolaristica, impegnandosi sul territorio rurale provinciale in un’attività che possa conciliare il lavoro in azienda agricola, e/o a vario titolo in ambito rurale, con il lavoro di cura familiare e parentale. Il progetto intende gradualmente andare a costituire, sostenere e promuovere una RETE DI AZIENDE FAMILY FRIENDLY attraverso mutui scambi e collaborazioni. A tutt’oggi è in fase di adozione, a cura della CCIAA di Pavia e della Provincia di Pavia, il logo identificativo del circuito d’imprese femminili family friendly in ambito rurale.
SOSTEGNO DEL WELFARE AZIENDALE E INTERAZIENDALE E DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO IN LOMBARDIA
In attuazione della DGR nr. 4221 “Misure a sostegno del welfare aziendale ed interaziendale e della conciliazione famiglia-lavoro in Lombardia”, la Direzione Generale Famiglia, Conciliazione di Regione Lombardia ha pubblicato Il decreto 12138 del 13 dicembre 2012 - “Approvazione delle indicazioni per la partecipazione alle iniziative di welfare aziendale e interaziendale e alla dote conciliazione servizi alla persona”, in attuazione della d.g.r. del 25 ottobre 2012 n. 4221” (Burl n. 51 del 18 dicembre 2012) e il bando attuativo.Il bando presenta due fuochi di attenzione cui corrispondono due diverse sezioni dell’avviso pubblico, per un ammontare complessivo di dieci milioni di euro:
- focus impresa - (Sezione I del Bando) finalizzato a promuovere iniziative di welfare aziendale ed interaziendale attraverso la presentazione di progetti
- focus persona - (Sezione II del Bando) attraverso la dote conciliazione servizi alla persona, misura che ha come obiettivo quello di favorire il mantenimento dell’occupazione, in particolare di quella femminile, dopo la nascita di un figlio, sostenendo la famiglia nei suoi compiti di cura ed agevolare l’accesso ai servizi del welfare.
Per le imprese e i cittadini in possesso dei requisiti stabiliti dal Bando, è possibile presentare la domanda a partire dal 7 gennaio 2013 collegandosi al servizio di finanziamenti on-line Gefo.
Relativamente alla Sezione I del bando: Misure a sostegno del welfare aziendale ed interaziendale.
Ente Finanziatore: Regione Lombardia – DG Famiglia Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale.
Obiettivi specifici:
1. Incentivare progetti di welfare aziendale ed interaziendale innovativi volti a promuovere il benessere sociale della persona e della famiglia.
2. Sostenere i lavoratori e le famiglie attraverso la promozione e il sostegno di modelli aziendali per la previdenza integrativa;
3. Incentivare l’adozione di piani di flessibilità aziendale che promuovano una organizzazione del lavoro favorevole alla conciliazione famiglia-lavoro e alla produttività dell’impresa;
4. Sviluppare modelli di welfare aziendale e territoriale integrato al fine di favorire lo sviluppo sociale e promuovere la conciliazione famiglia-lavoro;
5. Sostenere in particolare progetti di cui al punto 1 che nascano da reti di imprese e che promuovano partnership pubblico-privato;
6. Favorire il mantenimento dell’occupazione, in particolare quella femminile, dopo la nascita di un figlio, sostenendo la famiglia nei suoi compiti di cura.
Possono partecipare al bando: micro, piccole e medie imprese, grandi imprese (in aggregazione con MPMI), grande distribuzione.
Beneficiari: lavoratrici e lavoratori dipendenti presso le imprese beneficiarie e loro familiari. Sono altresì compresi le lavoratrici e i lavoratori in somministrazione (interinali) nonché i soggetti titolari di un rapporto di collaborazione corrodi nata e continuativa.
Azioni ammissibili: le proposte progettuali per le quali può essere richiesto il contributo regionale dovranno essere attinenti a uno o più ambiti, quali interventi di flessibilità aziendale, telelavoro e/o altre modalità contrattuali flessibili (job sharin, co-work, …), servizi/iniziative aziendali di benessere dei dipendenti e di time saving, servizi aziendali di cura per i figli (doposcuola e supporto studio,centri ricreativi, soggiorni estivi e vacanze studio, baby sitter aziendale, sostegno all’acquisto di libri scolastici, erogazione borse di studio, …), servizi di accudimento e assistenza dei famigliari con disabilità e/o non autosufficienti (sostegno domiciliare, supporto ai care giver, ….) supporto economico – finanziario e sociale (previdenza integrativa, polizze assicurative, convenzioni per l’acquisto di beni e servizi, trasporto dei dipendenti e dei figli…..), check up medici in azienda, supporto di counceling/psicologico del dipendente e dei suoi familiari, progetti di innovazione sociale, interventi per agevolare il rientro dei dipendenti dalla maternità, congedi parentali o da lunghi periodi di assenza per malattia.
Durata: 12 mesi dall’avvio del progetto che deve avvenire entro 60 gg. dalla stipula del contratto di intervento.
Risorse a bando: € 5.000.000,00
Contributo: 80% della spesa totale ritenuta ammissibile con un massimo concedibile di € 100.000,00.
Il contributo sarà calcolato sulla base del n.ro dei destinatari dell’aggregazione coinvolti nel progetto – fino a 10 max € 10.000,00 - da 11 a 50 max € 50.000,00 – da 51 a 250 max € 75.000,00 – oltre i 250 max 100.000,00.
Presentazione della domanda a sportello a partire dalla data di pubblicazione del bando sul BURL, fino ad esaurimento risorse e, comunque, entro il termine fissato dal bando stesso.
Relativamente alla Sezione II del bando: Dote conciliazione
La Dote Conciliazione servizi alla persona si rivolge ai seguenti destinatari:
genitori che rientrano al lavoro dopo l’astensione obbligatoria o facoltativa, che non usufruiscono di un contratto part time e siano dipendenti di PMI e micro imprese;
genitori esercenti attività libero professionali iscritti alla gestione separata;
madri libere professioniste, iscritte ad Albi, alla ripresa del lavoro dopo l’interruzione per maternità
Le doti conciliazione vengono erogate direttamente dall’ASL attraverso lo sportello ASL di Coordinamento Centrale di via Indipendenza a Pavia e gli sportelli dei Consultori Familiari di Pavia, Corteolona, Vigevano, Garlasco, Voghera, Casteggio, Broni.
Per maggiori informazioni: Le richieste di informazione e/o chiarimenti relativi al Bando, possono essere richieste a conciliazione@regione.lombardia.it.
Informazioni e assistenza sulla Dote Conciliazione possono essere richieste a dote.conciliazione@arifl.it.
Informazioni e assistenza relative al programma informatico da utilizzare per l’inserimento dei progetti e per la profilazione (https://Gefo.servizirl.it/) potranno essere richieste tramite l’indirizzo di posta elettronica assistenzaweb@regione.lombardia.it, oppure al numero verde 800.131.151, attivo dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi, dalle ore 8.30 alle ore 17.
BIO NETWORK
A cura della dott.sa Marina Merlini
Conclusosi a fine dicembre 2012 lo Start Up di servizi interaziendali
Rete di Imprese BIO NETWORK. Progetto sperimentale promosso
dalla Provincia di Pavia nell’ambito dell’Accordo Territoriale
Conciliazione famiglia – lavoro Pavia.
Il progetto nasce come parte integrante e sostanziale dell’Accordo Quadro Conciliazione, volto a realizzare gli obiettivi previsti dal progetto “Imprendi donna in ambito rurale”, capofila Provincia di Pavia, in collaborazione con C.C.I.A.A. Pavia, Gal Alto Oltrepò, Gal Lomellina, C.I.A., Coldiretti, Copagri, Confagricoltura provinciali.
Finalità progettuale è il sostegno all’imprenditoria femminile, inserendo regimi orari flessibili che permettano la conciliazione famiglia-lavoro nell’ambito occupazionale, anche in area agricola, e, in funzione della libertà di scelta delle donne alla partecipazione al mercato del lavoro. Le imprese aderenti, liberamente hanno deciso di avviare un percorso di rete, ritenendo un valore aggiunto alla propria impresa la conciliazione e la gestione della propria famiglia in un percorso aziendale utile a migliorare la produttività ed il budget aziendale, in tempi di grave crisi economica, come quello attuale, con la prospettiva di offrire anche ad altre persone nuove opportunità di lavoro e, migliorando, nel contempo, le condizioni di vita del territorio rurale, incidendo, favorevolmente, sulla limitazione della mobilità e del pendolarismo.
La scelta strategica della Provincia di Pavia
La sfida della familiarizzazione dei servizi alla persona viene attuata attraverso nuove modalità di accoglienza rivolte alle famiglie in un sistema strutturato, come oggi globalmente definito family friendly, caratterizzato da azioni ed attività che coniugano una forte motivazione all’azione (valori relazionali) con elevati livelli di professionalità e di gestione della complessità organizzativa.
Attraverso il progetto si vuole dare vita ad una sperimentazione che porti alla definizione di un SISTEMA FAMIGLIA in un territorio rurale che pone, appunto, la famiglia al centro del proprio sviluppo agricolo-turistico-valoriale, attento ai bisogni ed alle aspettative di ciascun componente delle famiglie, siano esse gradite ospiti che residenti nei comuni oltre padani, in un contesto che valuti la sostenibilità delle azioni parallelamente al disposto del PSR 2007-2013. Attraverso il piano di sviluppo rurale e, nella fattispecie, attraverso l’azione del “Patto per la promozione dell’uguaglianza di genere e la non discriminazione” , la Provincia di Pavia si è posta l’obiettivo di qualificarsi come territorio che sostiene una nuova forma di accoglienza ed una cura attenta ai bisogni familiari in tutte le sue sfaccettature, recuperando i valori etici e della cultura contadina, senza tuttavia non porre la dovuta attenzione alla sostenibilità del territorio ed alle politiche di sviluppo. In particolare, si è voluto evidenziare il ruolo della donna, sia imprenditrice, già impegnata, a vario livello, nel settore, sia della donna che decide di lasciare un’attività pendolaristica, impegnandosi sul territorio rurale provinciale in un’attività che possa conciliare il lavoro in azienda agricola, e/o a vario titolo in ambito rurale, con il lavoro di cura familiare e parentale. Il progetto intende gradualmente andare a costituire, sostenere e promuovere una RETE DI AZIENDE FAMILY FRIENDLY attraverso mutui scambi e collaborazioni.
Obiettivi realizzati dalla rete d’imprese
Al fine di sostenere e incentivare l’imprenditoria femminile, in ambito rurale, le imprese hanno quindi dato vita alla prima RETE D’IMPRESE a livello agricolo provinciale, una rete di imprese a totale gestione e carattere femminile, unendo, per il raggiungimento di tale finalità, le forze economiche e le competenze aziendali. La Rete, con finanziamento previsto nell’ambito del citato Accordo Quadro, ha realizzato:
• un network informatico (sito web comune e intranet) che consente lo scambio di informazioni e documenti a distanza, più l’ampliamento e l’aggiornamento dei siti di ciascuna imprenditrice con i contenuti della rete; il tutto per dare un’immagine più completa, precisa e aggiornata delle offerte e azioni che la rete andrà a proporre ed attuare
• un servizio di baby sitting a disposizione delle organizzazioni aziendali (figli, nipoti delle imprenditrici e di eventuali dipendenti) nonché delle famiglie in transito nelle aziende e del territorio.
L’obiettivo comune di progetto, afferente la Rete d’Imprese, è consistito nella sperimentazione di un progetto comune volto a migliorare da un lato la promozione dell’attività aziendale, dall’altro, la sperimentazione in rete di servizi interaziendali rivolti alle famiglie delle imprenditrici e/o ospiti.
L’impegno delle tre imprenditrici nell’ambito del progetto ha interessato sia l’area “time saving” relativamente alla distanza chilometrica tra le aziende collocate nelle tre aree provinciali (pavese, lomellina e oltrepo) e quindi nella necessità di poter collaborare via internet e intranet e nell’area “servizi di cura” sia interaziendali che riferiti al welfare territoriale e locale.
Costituzione rete d’imprese “Family Friendly”
AZ. AGR. TENUTA SAN GIOVANNI – imprenditrice Cristiana Sartori
AZ. OIKOS ABITARE POETICAMENTE LA TERRA – imprenditrice Piera Pisanu
AZ. AGRICOLA CASTELFELICE “Oasi della Gioventù”– imprenditrice Galati Maria Cristina
Le aziende rientrano nell’ambito del progetto gestito dalla Provincia di Pavia – Assessorato alle Pari Opportunità, progetto avente l’obiettivo di attivare azioni con connotazione family friendly caratterizzate da organizzazione, servizi e strutture a misura di famiglia con particolare attenzione ai bambini, alle persone anziane e alle persone diversamente abili.
Le imprese sono state formate c/o PaviaSviluppo – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Pavia, nell’ambito della misura 331/A – e c/o la Provincia di Pavia – US Pari Opportunità, nell’ambito della misura 111/B del PSR 2007-2013 e di un corso specifico relativo alla costituzione di Rete d’Imprese di PaviaSviluppo.
Per maggiori informazioni è possibile visualizzare il sito: www.bio-network.it
Conclusosi a fine dicembre 2012 lo Start Up di servizi interaziendali
Rete di Imprese BIO NETWORK. Progetto sperimentale promosso
dalla Provincia di Pavia nell’ambito dell’Accordo Territoriale
Conciliazione famiglia – lavoro Pavia.
Il progetto nasce come parte integrante e sostanziale dell’Accordo Quadro Conciliazione, volto a realizzare gli obiettivi previsti dal progetto “Imprendi donna in ambito rurale”, capofila Provincia di Pavia, in collaborazione con C.C.I.A.A. Pavia, Gal Alto Oltrepò, Gal Lomellina, C.I.A., Coldiretti, Copagri, Confagricoltura provinciali.
Finalità progettuale è il sostegno all’imprenditoria femminile, inserendo regimi orari flessibili che permettano la conciliazione famiglia-lavoro nell’ambito occupazionale, anche in area agricola, e, in funzione della libertà di scelta delle donne alla partecipazione al mercato del lavoro. Le imprese aderenti, liberamente hanno deciso di avviare un percorso di rete, ritenendo un valore aggiunto alla propria impresa la conciliazione e la gestione della propria famiglia in un percorso aziendale utile a migliorare la produttività ed il budget aziendale, in tempi di grave crisi economica, come quello attuale, con la prospettiva di offrire anche ad altre persone nuove opportunità di lavoro e, migliorando, nel contempo, le condizioni di vita del territorio rurale, incidendo, favorevolmente, sulla limitazione della mobilità e del pendolarismo.
La scelta strategica della Provincia di Pavia
La sfida della familiarizzazione dei servizi alla persona viene attuata attraverso nuove modalità di accoglienza rivolte alle famiglie in un sistema strutturato, come oggi globalmente definito family friendly, caratterizzato da azioni ed attività che coniugano una forte motivazione all’azione (valori relazionali) con elevati livelli di professionalità e di gestione della complessità organizzativa.
Attraverso il progetto si vuole dare vita ad una sperimentazione che porti alla definizione di un SISTEMA FAMIGLIA in un territorio rurale che pone, appunto, la famiglia al centro del proprio sviluppo agricolo-turistico-valoriale, attento ai bisogni ed alle aspettative di ciascun componente delle famiglie, siano esse gradite ospiti che residenti nei comuni oltre padani, in un contesto che valuti la sostenibilità delle azioni parallelamente al disposto del PSR 2007-2013. Attraverso il piano di sviluppo rurale e, nella fattispecie, attraverso l’azione del “Patto per la promozione dell’uguaglianza di genere e la non discriminazione” , la Provincia di Pavia si è posta l’obiettivo di qualificarsi come territorio che sostiene una nuova forma di accoglienza ed una cura attenta ai bisogni familiari in tutte le sue sfaccettature, recuperando i valori etici e della cultura contadina, senza tuttavia non porre la dovuta attenzione alla sostenibilità del territorio ed alle politiche di sviluppo. In particolare, si è voluto evidenziare il ruolo della donna, sia imprenditrice, già impegnata, a vario livello, nel settore, sia della donna che decide di lasciare un’attività pendolaristica, impegnandosi sul territorio rurale provinciale in un’attività che possa conciliare il lavoro in azienda agricola, e/o a vario titolo in ambito rurale, con il lavoro di cura familiare e parentale. Il progetto intende gradualmente andare a costituire, sostenere e promuovere una RETE DI AZIENDE FAMILY FRIENDLY attraverso mutui scambi e collaborazioni.
Obiettivi realizzati dalla rete d’imprese
Al fine di sostenere e incentivare l’imprenditoria femminile, in ambito rurale, le imprese hanno quindi dato vita alla prima RETE D’IMPRESE a livello agricolo provinciale, una rete di imprese a totale gestione e carattere femminile, unendo, per il raggiungimento di tale finalità, le forze economiche e le competenze aziendali. La Rete, con finanziamento previsto nell’ambito del citato Accordo Quadro, ha realizzato:
• un network informatico (sito web comune e intranet) che consente lo scambio di informazioni e documenti a distanza, più l’ampliamento e l’aggiornamento dei siti di ciascuna imprenditrice con i contenuti della rete; il tutto per dare un’immagine più completa, precisa e aggiornata delle offerte e azioni che la rete andrà a proporre ed attuare
• un servizio di baby sitting a disposizione delle organizzazioni aziendali (figli, nipoti delle imprenditrici e di eventuali dipendenti) nonché delle famiglie in transito nelle aziende e del territorio.
L’obiettivo comune di progetto, afferente la Rete d’Imprese, è consistito nella sperimentazione di un progetto comune volto a migliorare da un lato la promozione dell’attività aziendale, dall’altro, la sperimentazione in rete di servizi interaziendali rivolti alle famiglie delle imprenditrici e/o ospiti.
L’impegno delle tre imprenditrici nell’ambito del progetto ha interessato sia l’area “time saving” relativamente alla distanza chilometrica tra le aziende collocate nelle tre aree provinciali (pavese, lomellina e oltrepo) e quindi nella necessità di poter collaborare via internet e intranet e nell’area “servizi di cura” sia interaziendali che riferiti al welfare territoriale e locale.
Costituzione rete d’imprese “Family Friendly”
AZ. AGR. TENUTA SAN GIOVANNI – imprenditrice Cristiana Sartori
AZ. OIKOS ABITARE POETICAMENTE LA TERRA – imprenditrice Piera Pisanu
AZ. AGRICOLA CASTELFELICE “Oasi della Gioventù”– imprenditrice Galati Maria Cristina
Le aziende rientrano nell’ambito del progetto gestito dalla Provincia di Pavia – Assessorato alle Pari Opportunità, progetto avente l’obiettivo di attivare azioni con connotazione family friendly caratterizzate da organizzazione, servizi e strutture a misura di famiglia con particolare attenzione ai bambini, alle persone anziane e alle persone diversamente abili.
Le imprese sono state formate c/o PaviaSviluppo – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Pavia, nell’ambito della misura 331/A – e c/o la Provincia di Pavia – US Pari Opportunità, nell’ambito della misura 111/B del PSR 2007-2013 e di un corso specifico relativo alla costituzione di Rete d’Imprese di PaviaSviluppo.
Per maggiori informazioni è possibile visualizzare il sito: www.bio-network.it
FAMILIARMENTE IN ACAOP
Familiarmente in Acaop è il progetto di welfare aziendale che la Società Acaop SpA di Stradella sta realizzando, con il sostegno di Regione Lombardia, in partenariato con Broni-Stradella SpA, CNA Servizi srl ed un’ampia rete territoriale che vede, tra i principali attori territoriali, il Piano di Zona oltre padano capofila Broni, l’Unione dei Comuni di Prima Collina, le Direzioni scolastiche che annoverano, tra i propri studenti, i figli dei dipendenti delle aziende, oltre alla Consigliera di parità provinciale e a numerose associazioni no-profit e di volontariato. A un anno dall’avvio del progetto, abbiamo chiesto al Presidente di Acaop SpA, Angelo Abbiadati, una prima valutazione sui risultati conseguiti.
“Ho voluto presentare questo progetto, sul bando di Regione Lombardia volto al finanziamento di percorsi di welfare aziendale e interaziendali innovativi, in quanto ritengo che, anche in territori di provincia e in aziende con una percentuale di genere prevalentemente maschile, sia importante innescare nuovi modelli e politiche di conciliazione tra vita familiare e lavorativa.
Nel momento in cui il progetto è stato approvato lo abbiamo condiviso con i dipendenti delle aziende che lo hanno accolto, dapprima, forse, per curiosità, ma, comunque, sempre in maniera positiva. Tutti i servizi proposti hanno avuto un ottimo riscontro. Per l’attuazione delle azioni e l’erogazione dei servizi, abbiamo sottoscritto specifiche convenzioni con realtà territoriali al fine di dare gambe e sostenibilità al progetto. Per la sanità integrativa, abbiamo stipulato una convenzione con la Fondazione Maugeri che realizza i check up direttamente in azienda, con un’attenzione particolare e diversificazione al genere. Per l’erogazione di servizi interaziendali scolastici /extrascolastici, di grest e di integrazione sportiva, sono state stipulate convenzioni con l’Associazione familiare e femminile Mondo Parallelo e con Acqua Planet srl. Tutti i voucher messi a disposizione dei dipendenti, per il 2012, sono stati esauriti e le iniziative svolte hanno avuto un ottimo riscontro in termini di entusiasmo e di partecipazione. Avviato anche il servizio di supporto di prossimità, trasporto, accompagnamento e di cura parentale per le famiglie dei dipendenti, con la sperimentazione, in azienda, del servizio “mio taxi”. Questa azione ha portato ad attivare una convenzione con l’Auser di Stradella. Si è infine costituito un Ufficio di Progetto, presso la sede di Acaop a Stradella, con l’introduzione della figura del facilitatore, un referente al quale i dipendenti, sia di Acaop sia di BroniStradella con BroniStradella Gas e Coregas possono rivolgersi per tutte le informazioni relative alle attività di progetto rivolte a loro e ai loro familiari , prenotazioni di servizi a mezzo voucher, e per tutte le attività di time saving (disbrigo burocratico di piccole pratiche, ritiro esami, piccoli acquisiti, prenotazioni di visite mediche, ecc….).
Ritengo quindi che questa sperimentazione - conclude Abbiadati – alla luce del primo anno di attività, abbia e possa rappresentare anche per il 2013, oltre che una buona opportunità per i nostri dipendenti, uomini e donne, per i loro bambini, i loro anziani, le loro famiglie, anche un concreto esempio di sperimentale di un nuovo modello di conciliazione lombarda PMI, dove welfare aziendale e welfare territoriale si intrecciano per favorire lo sviluppo sociale locale e promuovere la conciliazione famiglia-lavoro. Regione Lombardia ci sostiene nell’attuazione del progetto, premiando l’impegno aziendale, nella certezza che questa sperimentazione possa divenire, per tutto il territorio provinciale, un esempio da seguite per la crescita di una cultura aziendale sulla conciliazione.
25 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne
A cura della Dott.sa Marina Merlini
Il 25 novembre di ogni anno si celebra la giornata mondiale contro la violenza alle donne. Il fenomeno della violenza alle donne ha dimensione di grandi proporzioni; secondo le indagini di effettuate dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione mondiale della sanità si stima che una donna su tre subisca violenza nel corso della vita; la preponderanza delle violenze alle donne è agita da uomini in ambito domestico.
Il 25 novembre del 1960, le tre sorelle Mirabal furono assassinate nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo. Le sorelle, conosciute col soprannome di “Farfalle”, diventando così il simbolo, l’atto d’accusa nei confronti del fenomeno della violenza alle donne. Il 25 novembre è stato proclamato “Giornata internazionale contro la violenza alle donne” in occasione della prima conferenza latinoamericana a Bogotà, in Columbia e, nel 1999 la 54° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 54/134 con la quale dichiarava ufficialmente il 25 novembre Giornata internazionale contro l’eliminazione della violenza alle donne.
Conosciuta anche come Giornata del nastrino bianco, la campagna di sensibilizzazione nazionale contro la violenza sulle donne rappresenta l’opportunità, per i governi, per le imprese e la società civile per riflettere su un problema che affligge molte persone nel mondo.
Era il 6 novembre 1989 quando un giovane di 25 anni massacrò con un fucile 14 studentesse della facoltà di ingegneria dell’E’cole Polytechnique di Montrèal. In seguito a questo grave fatto di cronaca, ordito appositamente contro giovani donne, un gruppo di uomini decise di assumersi la responsabilità di esortare altri uomini a parlare della violenza che colpisce l’altro sesso dando vita ad iniziative attive per contrastare il fenomeno.Questi uomini decisero di indossare un nastro bianco quale simbolo dell’opposizione degli uomini alla violenza contro donne. Il fiocco bianco è oggi riconosciuto come l’impegno personale maschile a “non commettere mai, a non tollerare mai, e, soprattutto, non rimanere in silenzio di fronte alla violenza contro le donne”.
La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.
I numeri sono impressionanti:
- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita
- La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare
- Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l’età media delle vittime: un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni
- Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat)
- Secondo un valutazione dell’Unicef, tra il 20 ed il 50% delle donne in Europa ha subito delle violenze. Il sistema della prostituzione coinvolge poi, in Europa, 500.000 donne, vittime della tratta e provenienti prevalentemente dall’Europa dell’Est e dall’Africa.
Quindi il 25 novembre più che una festa, sarà un urlo di dolore. Spesso di fronte all’organizzazione di giornate di questo tipo, la sensazione è di non poter o saper contribuire in prima persona, nonostante si condividano i principi ispiratori dell’iniziativa. Di sentirsi piccoli, di pensare che il problema sia più grande di noi, al di fuori della nostra portata. E se anche si vuole fare qualcosa, non si sa da che parte iniziare a far sentire la propria voce.
Partecipare “all’urlo” del 25 novembre si può, in modo nuovo, attraverso nuove forme di comunicazione. Lo propone Intervita, organizzazione non profit che opera a tutela dei bambini e delle donne che, in occasione del 25 novembre 2012 ha lanciato l’iniziativa “Siamo pari” che prevede, tra le altre attività,anche la partecipazione al Wall of Rights. Che cos’è il Wall of Rights? Molto semplicemente un invito a raccontare con uno scatto fotografico il diritto per noi donne che vorresti fosse più rispettato. Si tratta di un gesto facile, immediato, breve, un semplice clic, ma che rappresenta un importante contributo per farci ascoltare! Sei pronta a fotografare il tuo diritto?
Per maggiori informazioni visita: http://www.intervita.it/IT/condividiamo/news/24_ottobre_-_contest_fotografico.aspx
Il 25 novembre di ogni anno si celebra la giornata mondiale contro la violenza alle donne. Il fenomeno della violenza alle donne ha dimensione di grandi proporzioni; secondo le indagini di effettuate dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione mondiale della sanità si stima che una donna su tre subisca violenza nel corso della vita; la preponderanza delle violenze alle donne è agita da uomini in ambito domestico.
Il 25 novembre del 1960, le tre sorelle Mirabal furono assassinate nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo. Le sorelle, conosciute col soprannome di “Farfalle”, diventando così il simbolo, l’atto d’accusa nei confronti del fenomeno della violenza alle donne. Il 25 novembre è stato proclamato “Giornata internazionale contro la violenza alle donne” in occasione della prima conferenza latinoamericana a Bogotà, in Columbia e, nel 1999 la 54° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 54/134 con la quale dichiarava ufficialmente il 25 novembre Giornata internazionale contro l’eliminazione della violenza alle donne.
Conosciuta anche come Giornata del nastrino bianco, la campagna di sensibilizzazione nazionale contro la violenza sulle donne rappresenta l’opportunità, per i governi, per le imprese e la società civile per riflettere su un problema che affligge molte persone nel mondo.
Era il 6 novembre 1989 quando un giovane di 25 anni massacrò con un fucile 14 studentesse della facoltà di ingegneria dell’E’cole Polytechnique di Montrèal. In seguito a questo grave fatto di cronaca, ordito appositamente contro giovani donne, un gruppo di uomini decise di assumersi la responsabilità di esortare altri uomini a parlare della violenza che colpisce l’altro sesso dando vita ad iniziative attive per contrastare il fenomeno.Questi uomini decisero di indossare un nastro bianco quale simbolo dell’opposizione degli uomini alla violenza contro donne. Il fiocco bianco è oggi riconosciuto come l’impegno personale maschile a “non commettere mai, a non tollerare mai, e, soprattutto, non rimanere in silenzio di fronte alla violenza contro le donne”.
La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.
I numeri sono impressionanti:
- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita
- La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare
- Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l’età media delle vittime: un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni
- Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat)
- Secondo un valutazione dell’Unicef, tra il 20 ed il 50% delle donne in Europa ha subito delle violenze. Il sistema della prostituzione coinvolge poi, in Europa, 500.000 donne, vittime della tratta e provenienti prevalentemente dall’Europa dell’Est e dall’Africa.
Quindi il 25 novembre più che una festa, sarà un urlo di dolore. Spesso di fronte all’organizzazione di giornate di questo tipo, la sensazione è di non poter o saper contribuire in prima persona, nonostante si condividano i principi ispiratori dell’iniziativa. Di sentirsi piccoli, di pensare che il problema sia più grande di noi, al di fuori della nostra portata. E se anche si vuole fare qualcosa, non si sa da che parte iniziare a far sentire la propria voce.
Partecipare “all’urlo” del 25 novembre si può, in modo nuovo, attraverso nuove forme di comunicazione. Lo propone Intervita, organizzazione non profit che opera a tutela dei bambini e delle donne che, in occasione del 25 novembre 2012 ha lanciato l’iniziativa “Siamo pari” che prevede, tra le altre attività,anche la partecipazione al Wall of Rights. Che cos’è il Wall of Rights? Molto semplicemente un invito a raccontare con uno scatto fotografico il diritto per noi donne che vorresti fosse più rispettato. Si tratta di un gesto facile, immediato, breve, un semplice clic, ma che rappresenta un importante contributo per farci ascoltare! Sei pronta a fotografare il tuo diritto?
Per maggiori informazioni visita: http://www.intervita.it/IT/condividiamo/news/24_ottobre_-_contest_fotografico.aspx
Conciliazione: approvata l’Intesa 2012
A cura della Dott.sa Marina Merlini
La Conferenza Unificata, che riunisce Stato, Regioni, Province autonome ed Enti locali, lo scorso 25 ottobre 2012, ha approvato “l’Intesa Conciliazione per il 2012” (Intesa 2), proposta dal Dipartimento per le Pari Opportunità e condivisa da tutte le Regioni italiane, con la finalità di rafforzare, in un quadro di rinnovata attenzione ai fabbisogni dei territori, le azioni già avviate con l’edizione 2010 dell’Intesa e di sperimentare nuovi e più efficaci servizi alla persona e alla collettività.
La Direttiva per il 2012 del Ministro delegato per le Pari Opportunità aveva disposto uno stanziamento di 15 milioni di euro per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e a pochi mesi di distanza il programma di interventi è stato approvato.
“Sono particolarmente soddisfatta - ha dichiarato il Ministro Elsa Fornero - per la fattiva collaborazione con le Regioni, l’ANCI e l’UPI che consentirà in tempi rapidissimi di intervenire ancora per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne e degli uomini che hanno responsabilità di cura dei bambini e delle persone anziane”.
“Recenti studi Istat - ha proseguito il Ministro - hanno rilevato che la mancanza di servizi di supporto (e il loro costo elevato) nelle attività di cura, rappresenta un ostacolo per il lavoro a tempo pieno di 204 mila donne occupate part time (il 14,3%) e per l’ingresso nel mercato del lavoro di 489 mila donne non occupate (l’11,6%)”.
Ed è proprio l’occupazione femminile a essere al centro delle preoccupazioni del Ministro. “Intesa 2- ha sottolineato Elsa Fornero – ha come obiettivo prioritario il lavoro delle donne, per l’attenzione che rivolge sia ai servizi che potranno favorire il loro accesso e la loro permanenza nel mercato del lavoro, sia allo sviluppo di nuove e più qualificate professioni legate alla cura e all’assistenza delle persone”. Anche secondo il Capo del Dipartimento per le Pari Opportunità, Patrizia De Rose, “la sottoscrizione dell’Intesa per il 2012 rappresenta un’accelerazione importante nel processo di sostegno alle donne che lavorano e che nel contempo si prendono cura dei propri cari”. “Conciliare e condividere i tempi di vita e di lavoro - dichiara Patrizia De Rose – vuol dire superare la tradizionale divisione dei ruoli e considerare non più antitetiche le responsabilità professionali e quelle legate alla famiglia e alla propria crescita individuale”.
Fonte e info: www.pariopportunita.gov.it
La Conferenza Unificata, che riunisce Stato, Regioni, Province autonome ed Enti locali, lo scorso 25 ottobre 2012, ha approvato “l’Intesa Conciliazione per il 2012” (Intesa 2), proposta dal Dipartimento per le Pari Opportunità e condivisa da tutte le Regioni italiane, con la finalità di rafforzare, in un quadro di rinnovata attenzione ai fabbisogni dei territori, le azioni già avviate con l’edizione 2010 dell’Intesa e di sperimentare nuovi e più efficaci servizi alla persona e alla collettività.
La Direttiva per il 2012 del Ministro delegato per le Pari Opportunità aveva disposto uno stanziamento di 15 milioni di euro per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e a pochi mesi di distanza il programma di interventi è stato approvato.
“Sono particolarmente soddisfatta - ha dichiarato il Ministro Elsa Fornero - per la fattiva collaborazione con le Regioni, l’ANCI e l’UPI che consentirà in tempi rapidissimi di intervenire ancora per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne e degli uomini che hanno responsabilità di cura dei bambini e delle persone anziane”.
“Recenti studi Istat - ha proseguito il Ministro - hanno rilevato che la mancanza di servizi di supporto (e il loro costo elevato) nelle attività di cura, rappresenta un ostacolo per il lavoro a tempo pieno di 204 mila donne occupate part time (il 14,3%) e per l’ingresso nel mercato del lavoro di 489 mila donne non occupate (l’11,6%)”.
Ed è proprio l’occupazione femminile a essere al centro delle preoccupazioni del Ministro. “Intesa 2- ha sottolineato Elsa Fornero – ha come obiettivo prioritario il lavoro delle donne, per l’attenzione che rivolge sia ai servizi che potranno favorire il loro accesso e la loro permanenza nel mercato del lavoro, sia allo sviluppo di nuove e più qualificate professioni legate alla cura e all’assistenza delle persone”. Anche secondo il Capo del Dipartimento per le Pari Opportunità, Patrizia De Rose, “la sottoscrizione dell’Intesa per il 2012 rappresenta un’accelerazione importante nel processo di sostegno alle donne che lavorano e che nel contempo si prendono cura dei propri cari”. “Conciliare e condividere i tempi di vita e di lavoro - dichiara Patrizia De Rose – vuol dire superare la tradizionale divisione dei ruoli e considerare non più antitetiche le responsabilità professionali e quelle legate alla famiglia e alla propria crescita individuale”.
Fonte e info: www.pariopportunita.gov.it
FINANZIAMENTI PER OCCUPAZIONE IMPRENDITORIA FEMMINILE E PROGETTI DI RETE PER LA CONCILIAZIONE
Pubblicato il programma obiettivo (ai sensi della legge 125/91).
Sono disponibili finanziamenti fino a 80.000,00.
Candidature entro il 30 Novembre 2013.
Sono tre le tipologie di progetti che possono essere presentati.
Occupazione e reinserimento lavorativo, rivolti a donne neolaureate e neodiplomate, disoccupate, inattive, in cassa integrazione o mobilità.
Progetti di “costituzione o consolidamento di impresa” a titolarità femminile, per esempio attraverso la formazione e orientamento, studi di fattibilità di nuovi prodotti, mentoring e counselling.
Infine possono essere presentati “progetti integrati di rete”, da una rete di almeno tre enti tra cui un ente pubblico ed una associazione femminile, finalizzati a:
- promuovere la qualità della vita personale e professionale;
- promuovere la qualità della vita personale e professionale;
- favorire la conciliazione e la valorizzazione del benessere sociale e lavorativo;
- favorire la rimozione dei pregiudizi culturali attraverso il superamento degli stereotipi, in un ottica di pari opportunità;
- favorire la diffusione delle indicazioni che emergono dalle strategie comunitarie (incidendo anche sui tempi delle città).
Per saperne di più: www.lav.gov.it
Contatti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale Tutela delle Condizioni di Lavoro - Segreteria tecnica CNP
Via Fornovo 8 - 00192 Roma
Tel. 06.46834120 - Fax.06.46834305
SegreteriaComitatoNazionaleParita@lavoro.gov.it
Premio De@Terra 2012 per le imprenditrici agricole
A cura della Dott.sa Marina Merlini
L’ONILFA indice il concorso per la partecipazione alla XII° Selezione Nazionale del “Premio De@Terra” finalizzato alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile in agricoltura.
L’Osservatorio Nazionale per l’Imprenditoria ed il Lavoro Femminile in Agricoltura (ONILFA) è nato da un’idea delle rappresentanti femminili delle Organizzazioni Professionali Agricole, stimolate dai lavori della Giornata Europea dell’Agricoltrice del 1996, tenutasi a Bruxelles. Con l’obiettivo di favorire sinergie nel campo dell’occupazione femminile, l’Osservatorio opera in collaborazione con gli attori (pubblici e privati) che intervengono nel settore dello sviluppo agricolo e rurale.
L’ONILFA ogni anno indice il concorso per la partecipazione, che oggi è giunto alla dodicesima edizione, per la Selezione Nazionale del “Premio De@Terra” finalizzato alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile in agricoltura.
Il premio è rivolto a donne la cui storia imprenditoriale (continuità generazionale/creazione di nuova impresa) sia caratterizzata da uno o più dei seguenti elementi:
• creatività ed originalità di idea di impresa;
• capacità di mettere sul mercato prodotti di alta qualità, caratterizzati da tipicità e salubrità;
• realizzazione di attività multifunzionali;
• modalità e tipo di commercializzazione;
• rispetto e valorizzazione dell’ambiente;
• utilizzo di strumenti multimediali;
• apporto significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali (associazionismo, servizi ecc.).
Le candidature dovranno essere presentate tramite la modulistica apposita entro le ore 14.00 del 18 settembre 2012.
Per scaricare il modulo di partecipazione e leggere il regolamento vedasi: http://www.onilfa.gov.it
L’ONILFA indice il concorso per la partecipazione alla XII° Selezione Nazionale del “Premio De@Terra” finalizzato alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile in agricoltura.
L’Osservatorio Nazionale per l’Imprenditoria ed il Lavoro Femminile in Agricoltura (ONILFA) è nato da un’idea delle rappresentanti femminili delle Organizzazioni Professionali Agricole, stimolate dai lavori della Giornata Europea dell’Agricoltrice del 1996, tenutasi a Bruxelles. Con l’obiettivo di favorire sinergie nel campo dell’occupazione femminile, l’Osservatorio opera in collaborazione con gli attori (pubblici e privati) che intervengono nel settore dello sviluppo agricolo e rurale.
L’ONILFA ogni anno indice il concorso per la partecipazione, che oggi è giunto alla dodicesima edizione, per la Selezione Nazionale del “Premio De@Terra” finalizzato alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile in agricoltura.
Il premio è rivolto a donne la cui storia imprenditoriale (continuità generazionale/creazione di nuova impresa) sia caratterizzata da uno o più dei seguenti elementi:
• creatività ed originalità di idea di impresa;
• capacità di mettere sul mercato prodotti di alta qualità, caratterizzati da tipicità e salubrità;
• realizzazione di attività multifunzionali;
• modalità e tipo di commercializzazione;
• rispetto e valorizzazione dell’ambiente;
• utilizzo di strumenti multimediali;
• apporto significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali (associazionismo, servizi ecc.).
Le candidature dovranno essere presentate tramite la modulistica apposita entro le ore 14.00 del 18 settembre 2012.
Per scaricare il modulo di partecipazione e leggere il regolamento vedasi: http://www.onilfa.gov.it
LICEO SCIENTIFICO DI BRONI E LICEO BIOLOGICO DI VOGHERA avviano un confronto transnazionale in area artistica
A Cura della Dott.sa Merlini
Nell’ambito delle iniziative del programma di Learning Week per l’anno scolastico 2011-2012, Regione Lombardia ha approvato e finanziato il progetto “Molierando … un percorso di teatralità e di vita, tra letteratura e arte!” che vede l’ODPF SANTACHIARA di Voghera, soggetto capofila di un ampio partenariato di scuole medie superiori pavesi e internazionali.
Il progetto rappresenta sicuramente un’esperienza unica ed interessante per il gruppo di studenti e studentesse liceali che si apprestano a partire per questo innovativo percorso formativo-educativo che prevede un confronto metodologico in ambito teatrale, artistico e letterario; un’esperienza che li arricchirà a livello personale, scolastico e professionale. Confrontarsi con metodologie diverse, sviluppate ad alto livello di formazione internazionale, permetterà infatti ai partecipanti di approfondire non solo i temi ma anche e, soprattutto, le proprie attitudini teatrali ed artistiche insieme.
Una settimana a Parigi, con inizio dei laboratori teatrali dal 16 luglio. Le lezioni proposte hanno un carattere interdisciplinare, una sperimentazione incrociata tra docenti del laboratorio teatrale extrascolastico ed artisti internazionali, con percorsi professionali differenti e altamente qualificanti.
Una full immersion che ha l’obiettivo di stimolare la creatività e l’espressività dello studente, oltre che prepararlo al mondo del lavoro ed a migliorare le capacità personali, comunicative e del “vivere insieme” come pilastro dell’educazione del nostro tempo; un nuovo metodo di proporre percorsi educativi-formativi che abbiano carattere innovativo e trasversale e, soprattutto, siano finalizzati a rendere più efficaci anche le materie scolastiche in un’ottica di trasversalità, potenziamento didattico e maggiore capacità di inserimento nel mondo lavorativo, universitario e relazionale in generale.
I ragazzi conosceranno l’innovativo metodo di sviluppo delle conoscenze e competenze attraverso “l’art ensemble”, che sviluppa nuove e mai conosciute parole ed immagini, per raccontare storie e pratiche culturali che non rispondono ai bisogni secondari degli esseri umani ma sono essi stessi al centro della vita. Perché dare un senso e consentire a ciascun ragazzo/a di trovare il “suo posto” attraverso la condivisione con gli altri, è ciò che differenzia il singolo come individuo e permette loro di acquisire sostegno, autostima, autonomia e rispetto per gli altri e per sé.
Per l’ODPF Santachiara, IstitutoProfessionale sempre attento alle nuove opportunità offerte agli studenti, il programma di learning week rappresenta anche un nuovo obiettivo progettuale, sicuramente di crescita professionale grazie al partenariato con l’ITAP, un’associazione internazionale di artisti francesi. A Parigi i/le ragazzi/e liceali si confronteranno in lingue differenti con altri studenti/se stranieri/e, nello splendido sfondo scenografico del Centre d’Animation Espace Jemmapes di Parigi.
Interesse anche da parte degli istituti scolastici liceali che hanno aderito con interesse al progetto di scambio transnazionale, individuandone i bisogni formativi e delineando gli obiettivi di interesse scolastico.
Nell’ambito delle iniziative del programma di Learning Week per l’anno scolastico 2011-2012, Regione Lombardia ha approvato e finanziato il progetto “Molierando … un percorso di teatralità e di vita, tra letteratura e arte!” che vede l’ODPF SANTACHIARA di Voghera, soggetto capofila di un ampio partenariato di scuole medie superiori pavesi e internazionali.
Il progetto rappresenta sicuramente un’esperienza unica ed interessante per il gruppo di studenti e studentesse liceali che si apprestano a partire per questo innovativo percorso formativo-educativo che prevede un confronto metodologico in ambito teatrale, artistico e letterario; un’esperienza che li arricchirà a livello personale, scolastico e professionale. Confrontarsi con metodologie diverse, sviluppate ad alto livello di formazione internazionale, permetterà infatti ai partecipanti di approfondire non solo i temi ma anche e, soprattutto, le proprie attitudini teatrali ed artistiche insieme.
Una settimana a Parigi, con inizio dei laboratori teatrali dal 16 luglio. Le lezioni proposte hanno un carattere interdisciplinare, una sperimentazione incrociata tra docenti del laboratorio teatrale extrascolastico ed artisti internazionali, con percorsi professionali differenti e altamente qualificanti.
Una full immersion che ha l’obiettivo di stimolare la creatività e l’espressività dello studente, oltre che prepararlo al mondo del lavoro ed a migliorare le capacità personali, comunicative e del “vivere insieme” come pilastro dell’educazione del nostro tempo; un nuovo metodo di proporre percorsi educativi-formativi che abbiano carattere innovativo e trasversale e, soprattutto, siano finalizzati a rendere più efficaci anche le materie scolastiche in un’ottica di trasversalità, potenziamento didattico e maggiore capacità di inserimento nel mondo lavorativo, universitario e relazionale in generale.
I ragazzi conosceranno l’innovativo metodo di sviluppo delle conoscenze e competenze attraverso “l’art ensemble”, che sviluppa nuove e mai conosciute parole ed immagini, per raccontare storie e pratiche culturali che non rispondono ai bisogni secondari degli esseri umani ma sono essi stessi al centro della vita. Perché dare un senso e consentire a ciascun ragazzo/a di trovare il “suo posto” attraverso la condivisione con gli altri, è ciò che differenzia il singolo come individuo e permette loro di acquisire sostegno, autostima, autonomia e rispetto per gli altri e per sé.
Per l’ODPF Santachiara, IstitutoProfessionale sempre attento alle nuove opportunità offerte agli studenti, il programma di learning week rappresenta anche un nuovo obiettivo progettuale, sicuramente di crescita professionale grazie al partenariato con l’ITAP, un’associazione internazionale di artisti francesi. A Parigi i/le ragazzi/e liceali si confronteranno in lingue differenti con altri studenti/se stranieri/e, nello splendido sfondo scenografico del Centre d’Animation Espace Jemmapes di Parigi.
Interesse anche da parte degli istituti scolastici liceali che hanno aderito con interesse al progetto di scambio transnazionale, individuandone i bisogni formativi e delineando gli obiettivi di interesse scolastico.
OLTREPO’ IN TEMPO, SPERIMENTARE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DI VITA DELLE CITTADINE, DEI CITTADINI, DEI CITY USER
A cura della Dott.sa Marina Merlini
Si è concluso lo scorso giovedì 5 giugno, nello splendido contesto panoramico offerto dal comune di Canneto Pavese, l’incontro di chiusura della sperimentazione delle azioni a progetto che ha portato i rappresentanti istituzionali e tecnici, nonché gli esponenti dell’ampio partenariato e il target di progetto, a confrontarsi in una tavola “rotonda” a testimonianza del concreto e tangibile successo che questo progetto, cofinanziato da regione Lombardia ha prodotto per la diffusione delle politiche dei tempi ed orari ed il miglioramento della qualità di vita della collettività e dei city user in visita nell’oltrepò pavese orientale.
Punti di forza di questo progetto sono rappresentati dall’implementazione ed estensione oraria del servizio “MioTaxi”, attivo nell’ambito sanitario e socio-assistenziale che consente agli over 60, ma anche alle donne lavoratrici, alle famiglie con problematiche conciliative e alle persone appartenenti alle categorie protette, di spostarsi dalla propria abitazione e posto di lavoro verso la struttura ospedaliera; il servizio “Pronto Farmacia”, ovvero la consegna a domicilio di farmaci rivolto a quei cittadini e a quelle famiglie e persone che faticano a raggiungere la farmacia, perché spesso lontana dal proprio paese/frazione, liberando tempo alle proprie famiglie ed alla collettività.
E’ operativo anche un servizio di minibus di collegamento tra le frazioni non servite dai mezzi pubblici ed abitate prevalentemente da persone anziane nelle mattinate di mercato nei comuni di Broni e Stradella e nelle serate a tema organizzate dagli stessi comuni, in stretta collaborazione con i Piani di Zona e le associazioni no-profit al fine di elevare la qualità di vita della collettività, con particolare attenzione al target di progetto.
Ma sono molti altri i punti di particolare interesse ed impatto afferenti questo progetto, come il rafforzamento del “Punto Rosa” di Stradella, un ufficio in grado di fornire assistenza legale alle persone che hanno subito violenza, ed anche la figura del “Nonno Vigile” per servizi di integrazione sociale e di mobilità scolastica.
Il progetto, approvato da regione Lombardia in data 22 dicembre 2010, si pone la finalità di proseguire le azioni sperimentate attraverso l’istituzionalizzazione delle attività e l’animazione territoriale attraverso la divulgazione/informazione e lo sviluppo, ponendosi gli obiettivi di migliorare l’offerta dei servizi già esistenti e di istituirne altri in aiuto a quelli che vengono oggi, sempre maggiormente, recepiti come i nuovi bisogni, emersi o latenti, dei cittadini.
Grazie alle convenzioni con numerose associazioni del terzo settore territoriale, all’attiva partecipazione dei comuni associati ed al crescente numero di richieste di adesione da parte di altri comuni dell’oltrepò questo progetto ha dato e sta tutt’ora proponendo risultati molto positivi e incoraggianti, con il conseguente miglioramento della qualità di vita dei cittadini coinvolti.All’incontro sono intervenuti, oltre al primo cittadino Francesca Panizzari, il Vice Presidente ed Assessore della Provincia di Pavia con delega alle pari opportunità Milena D’Imperio, l’Assessore alle Pari Opportunità e Politiche Temporali di Broni Cristina Varesi e la responsabile delle Pari Opportunità di Regione Lombardia, Marilena La Fratta. Interessante le slides di illustrazione delle attività presentate a cura dei responsabili del progetto.
Articolo redatto in collaborazione con Giulia Mella
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| Intervento del vice-presidente e assessore pari opportunità Provincia di Pavia – Milena D’Imperio |
Punti di forza di questo progetto sono rappresentati dall’implementazione ed estensione oraria del servizio “MioTaxi”, attivo nell’ambito sanitario e socio-assistenziale che consente agli over 60, ma anche alle donne lavoratrici, alle famiglie con problematiche conciliative e alle persone appartenenti alle categorie protette, di spostarsi dalla propria abitazione e posto di lavoro verso la struttura ospedaliera; il servizio “Pronto Farmacia”, ovvero la consegna a domicilio di farmaci rivolto a quei cittadini e a quelle famiglie e persone che faticano a raggiungere la farmacia, perché spesso lontana dal proprio paese/frazione, liberando tempo alle proprie famiglie ed alla collettività.
Ma sono molti altri i punti di particolare interesse ed impatto afferenti questo progetto, come il rafforzamento del “Punto Rosa” di Stradella, un ufficio in grado di fornire assistenza legale alle persone che hanno subito violenza, ed anche la figura del “Nonno Vigile” per servizi di integrazione sociale e di mobilità scolastica.
Il progetto, approvato da regione Lombardia in data 22 dicembre 2010, si pone la finalità di proseguire le azioni sperimentate attraverso l’istituzionalizzazione delle attività e l’animazione territoriale attraverso la divulgazione/informazione e lo sviluppo, ponendosi gli obiettivi di migliorare l’offerta dei servizi già esistenti e di istituirne altri in aiuto a quelli che vengono oggi, sempre maggiormente, recepiti come i nuovi bisogni, emersi o latenti, dei cittadini.
Grazie alle convenzioni con numerose associazioni del terzo settore territoriale, all’attiva partecipazione dei comuni associati ed al crescente numero di richieste di adesione da parte di altri comuni dell’oltrepò questo progetto ha dato e sta tutt’ora proponendo risultati molto positivi e incoraggianti, con il conseguente miglioramento della qualità di vita dei cittadini coinvolti.All’incontro sono intervenuti, oltre al primo cittadino Francesca Panizzari, il Vice Presidente ed Assessore della Provincia di Pavia con delega alle pari opportunità Milena D’Imperio, l’Assessore alle Pari Opportunità e Politiche Temporali di Broni Cristina Varesi e la responsabile delle Pari Opportunità di Regione Lombardia, Marilena La Fratta. Interessante le slides di illustrazione delle attività presentate a cura dei responsabili del progetto.
Articolo redatto in collaborazione con Giulia Mella
CIRCUITO/RETE IMPRESA DONNA IN AMBITO RURALE
A cura della Dott.ssa Marina Merlini
Prosegue l’attivita’ del progetto “family friendly in area agricola” dell’assessorato alle pari opportunita’ della provincia di Pavia
Progetto Avviato in stretta collaborazione con Regione Lombardia, Direzione Generale Agricoltura, C.C.I.A.A. di Pavia, i Gruppi di Azione Locale, Gal Alto Oltrepo e Gal Lomellina, con il diretto coinvolgimento delle associazioni datoriali di categoria agricola.
Si tratta di un progetto pilota integrato, finanziato da regione Lombardia nell’ambito del fondo europeo agricolo di sviluppo rurale – PSR 2007-2013 – Direzione Generale Agricoltura, di ampio rilievo strategico che individua, nella nascita e nello start-up di una rete di imprese femminili in ambito agricolo-turistico-valoriale, uno strumento di crescita e di sviluppo economico-sociale del territorio. In particolare, il progetto, intende realizzare una rete di imprese agricole e agrituristiche femminili contraddistinte da una connotazione “family friendly”. Una rete caratterizzata da servizi e strutture “a misura di famiglia”, per lo sviluppo di nuove forme di ricettività che potranno valorizzare, soprattutto in una provincia a connotazione agricolo - rurale come quella pavese, le capacità femminili in termini di accoglienza e trasmissione della cultura locale nella piena coscienza delle proprie potenzialità.
Il data 9 maggio si è svolta la visita guidata, da parte delle imprenditrici aderenti al progetto “Family Friendly in area agricola”, all’Agrigelateria sull’Aia “Località Fenilazzo” di Desenzano sul Garda (Bs). Un’intera giornata dedicata alla visualizzazione diretta di una realtà che ha diversificato la propria attività verso nuove tipologie di multifunzionalità aziendale.
Il titolare dell’Azienda, Roberto Cavaliere, ha accolto le imprenditrici, i loro bambini ed i tecnici della Provincia e delle associazioni datoriale agricole intervenuti con una dettagliata relazione sul suo percorso aziendale, basato su step di processo che hanno visto l’azienda passare dall’esclusiva produttività agricola a nuove forme di sviluppo rurale-turistico-familiare e la visione di un filmato sull’azienda. Dalla filiera di produzione del latte al caseificio ed all’agrigelateria. Visita guidata all’azienda agricola ed agrituristica, al laboratorio per la produzione del formaggio e del gelato con lavorazione e graditi assaggi “in diretta” da parte dei partecipanti. Nel pomeriggio illustrazione del pacchetto Agri Kids Park, attività per le scuole di carattere didattico e pedagogico. Il parco è dedicato alla storia ed al fascino delle tradizioni agricole di un’epoca passata ed alla conoscenza degli animali della fattoria. Un’esperienza interessante che ha riscosso piena soddisfazione da parte delle imprenditrici e nuova motivazione verso l’obiettivo di diversificazione rurale e di avvio di politiche di family friendly.
Il progetto si concluderà con l’incontro del 16 maggio p.v. presso l’Azienda Agricola Tenuta San Giovanni di Olevano di Lomellina. Dopo i saluti istituzionali del Presidente della CCIAA di Pavia, On. Dott. Giacomo de Ghislanzoni Cardoli e dell’Assessore provinciale al Turismo dott.ssa Emanuela Marchiafava, le relazioni degli esperti si focalizzeranno sulle tematiche di family friendly applicate all’interno dei servizi aziendali e interaziendali, e sui modelli da perseguire in relazione alle innovative e diversificate tendenze di mercato e marketing della filiera corta per rendere competitiva l’azienda e per sviluppare reti d’impresa orientate ai nuovi scenari di cambiamento dei bisogni in un’ottica di sviluppo di nuove forme di accoglienza e di cura attente ai bisogni della famiglia in tutte le sue sfaccettature, con attenzione alla sostenibilità del territorio ed alle politiche socioeconomiche.
Per maggiori informazioni consulta il sito: www.provincia.pv.it - sezione pari opportunità
Prosegue l’attivita’ del progetto “family friendly in area agricola” dell’assessorato alle pari opportunita’ della provincia di Pavia
Progetto Avviato in stretta collaborazione con Regione Lombardia, Direzione Generale Agricoltura, C.C.I.A.A. di Pavia, i Gruppi di Azione Locale, Gal Alto Oltrepo e Gal Lomellina, con il diretto coinvolgimento delle associazioni datoriali di categoria agricola.
Si tratta di un progetto pilota integrato, finanziato da regione Lombardia nell’ambito del fondo europeo agricolo di sviluppo rurale – PSR 2007-2013 – Direzione Generale Agricoltura, di ampio rilievo strategico che individua, nella nascita e nello start-up di una rete di imprese femminili in ambito agricolo-turistico-valoriale, uno strumento di crescita e di sviluppo economico-sociale del territorio. In particolare, il progetto, intende realizzare una rete di imprese agricole e agrituristiche femminili contraddistinte da una connotazione “family friendly”. Una rete caratterizzata da servizi e strutture “a misura di famiglia”, per lo sviluppo di nuove forme di ricettività che potranno valorizzare, soprattutto in una provincia a connotazione agricolo - rurale come quella pavese, le capacità femminili in termini di accoglienza e trasmissione della cultura locale nella piena coscienza delle proprie potenzialità.
Il data 9 maggio si è svolta la visita guidata, da parte delle imprenditrici aderenti al progetto “Family Friendly in area agricola”, all’Agrigelateria sull’Aia “Località Fenilazzo” di Desenzano sul Garda (Bs). Un’intera giornata dedicata alla visualizzazione diretta di una realtà che ha diversificato la propria attività verso nuove tipologie di multifunzionalità aziendale.
Il titolare dell’Azienda, Roberto Cavaliere, ha accolto le imprenditrici, i loro bambini ed i tecnici della Provincia e delle associazioni datoriale agricole intervenuti con una dettagliata relazione sul suo percorso aziendale, basato su step di processo che hanno visto l’azienda passare dall’esclusiva produttività agricola a nuove forme di sviluppo rurale-turistico-familiare e la visione di un filmato sull’azienda. Dalla filiera di produzione del latte al caseificio ed all’agrigelateria. Visita guidata all’azienda agricola ed agrituristica, al laboratorio per la produzione del formaggio e del gelato con lavorazione e graditi assaggi “in diretta” da parte dei partecipanti. Nel pomeriggio illustrazione del pacchetto Agri Kids Park, attività per le scuole di carattere didattico e pedagogico. Il parco è dedicato alla storia ed al fascino delle tradizioni agricole di un’epoca passata ed alla conoscenza degli animali della fattoria. Un’esperienza interessante che ha riscosso piena soddisfazione da parte delle imprenditrici e nuova motivazione verso l’obiettivo di diversificazione rurale e di avvio di politiche di family friendly.
Il progetto si concluderà con l’incontro del 16 maggio p.v. presso l’Azienda Agricola Tenuta San Giovanni di Olevano di Lomellina. Dopo i saluti istituzionali del Presidente della CCIAA di Pavia, On. Dott. Giacomo de Ghislanzoni Cardoli e dell’Assessore provinciale al Turismo dott.ssa Emanuela Marchiafava, le relazioni degli esperti si focalizzeranno sulle tematiche di family friendly applicate all’interno dei servizi aziendali e interaziendali, e sui modelli da perseguire in relazione alle innovative e diversificate tendenze di mercato e marketing della filiera corta per rendere competitiva l’azienda e per sviluppare reti d’impresa orientate ai nuovi scenari di cambiamento dei bisogni in un’ottica di sviluppo di nuove forme di accoglienza e di cura attente ai bisogni della famiglia in tutte le sue sfaccettature, con attenzione alla sostenibilità del territorio ed alle politiche socioeconomiche.
Per maggiori informazioni consulta il sito: www.provincia.pv.it - sezione pari opportunità
CONTRIBUTI A INIZIATIVE E MANIFESTAZIONI DI RILIEVO REGIONALE - LEGGE REGIONALE 50/86
A Cura della dott.ssa Marina Merlini
La Regione concede contributi a enti, istituzioni, associazioni, comitati che intendono promuovere iniziative e manifestazioni di rilievo regionale; anche a carattere internazionale, ai sensi della l.r. 12 settembre 1986, n. 50.
Dal 26 aprile è, infatti, on line, la nuova procedura digitale per la richiesta di contributi a iniziative e manifestazioni di rilievo regionale. Potranno presentare richieste gli enti pubblici e i soggetti di natura associativa che operano senza fini di lucro, con o senza personalità giuridica (fondazioni, associazioni, comitati e altri soggetti previsti dal Codice civile).
I progetti finanziati non dovranno avere un costo complessivo superiore a 100.000,00 euro. Il contributo di base è pari al 30% della somma delle spese ammissibili, il contributo finale non potrà comunque superare 10.000,00 euro, né essere inferiore a 300,00 euro.
Per quali tipologie di intervento è previsto il contributo:
La richiesta di contributo può essere fatta per iniziative e manifestazioni di rilievo regionale che attengano alle finalità di cui alla l.r. 50/86 e alle Linee guida approvate con d.g.r. n. IX/2582 del 30/11/2011.
Sono ammesse alla valutazione solo le richieste: relative a iniziative che abbiano già ottenuto il patrocinio/patronato di Regione Lombardia e, di conseguenza, abbiano adeguatamente veicolato il marchio regionale; il cui costo complessivo non superi i 100.000,00 euro.
Entità e modalità di determinazione del contributo:
Il contributo di base è pari al 30% della somma delle spese ammissibili, così come determinate dalle Modalità attuative delle suddette Linee guida, approvate con decreto del DC di REIC n. 1717 del 05/03/2012 e comunque non può superare i 10.000,00 euro;
il contributo di base può essere aumentato o diminuito in una percentuale massima del 50% in base a criteri oggettivi e qualitativi determinati dalle suddette Modalità attuative;
il contributo finale non potrà comunque superare 10.000,00 euro e neppure la spesa sostenuta direttamente dal soggetto richiedente, regolarmente rendicontata; sono erogati solo i contributi superiori a 300,00 euro.
Come si presenta la domanda:
La domanda, pena la non ammissibilità, deve essere compilata, firmata digitalmente ed inviata utilizzando esclusivamente la procedura online attiva sul sito web di Regione.
La firma digitale si esegue con CRS (Carta Regionale dei Servizi) o con le altre modalità indicate nella procedura. I soggetti sprovvisti di lettore di CRS potranno chiedere il supporto agli Uffici di SpazioRegione, presso le sedi territoriali e/o contattare la Struttura responsabile
La domanda deve essere perfezionata con il pagamento in forma digitale, come indicato nella procedura, dell’imposta di bollo di euro 14,62, fatto salvo il caso in cui il rappresentante legale del soggetto richiedente dichiari che esso è esente dall’imposta.
Norme transitorie per il 2012:
Le richieste relative ad iniziative che alla data del 20 marzo 2012 si sono già concluse non potranno essere presentate.
Potranno essere inserite nella procedura online, una volta aperta sul sito di Regione Lombardia le richieste relative ad iniziative che abbiano già ottenuto il patronato o il patrocinio regionali e che:
alla data del 20 marzo 2012 siano già cominciate ma non ancora concluse;
iniziano nel periodo compreso tra il 20 marzo 2012 e il 30° giorno successivo all’apertura del bando online, cioè entro il 26 maggio 2012.
Chi può richiedere il contributo:
Enti pubblici;
Soggetti di natura associativa che operano senza fini di lucro, con o senza personalità giuridica (a titolo esemplificativo ma non esaustivo: le fondazioni, le associazioni, i comitati e gli altri soggetti previsti dal Codice civile).
La struttura di riferimento per la presentazione e istruttoria delle richieste è:
Regione Lombardia - Presidenza Direzione Centrale Relazioni Esterne, Internazionali e Comunicazione - Unità Organizzativa Relazioni Esterne - tel. 02/6765.5671 - 6765.4982 - 6765.3749 - 6765.5005
e-mail: Presidenza.relazioni@regione.lombardia.it
PROGETTARE LA PARITÀ IN LOMBARDIA
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| A cura di Marina Merlin |
- Armonizzazione dei tempi e degli orari per favorire la conciliazione famiglia/lavoro;
- Integrazione delle donne immigrate;
- Contrasto alla violenza nei confronti delle donne;
- Lotta agli stereotipi e alle discriminazioni di genere.
Nell'ambito dell'iniziativa, le associazioni, tra quelle iscritte all'Albo regionale delle associazioni, movimenti e organizzazioni femminili, che per disposizioni dello statuto o dell'atto costitutivo non perseguano fini di lucro, e gli enti locali aderenti alla Rete regionale dei Centri Risorse Locali di Parità possono presentare un progetto per richiedere alla Regione un contributo per la realizzazione di un'iniziativa sul loro territorio. Il progetto può consistere nelle seguenti tipologie di iniziativa:
- Attivazione e sviluppo di servizi alle donne (es. centri risorse, centri donna, centri antiviolenza, telefoni donna, sportelli informativi);
- Iniziative di divulgazione (convegni, seminari tematici, prodotti di diffusione e promozione ecc.);
- Percorsi di formazione. Il progetto su cui si richiede al contributo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
1. Le domande di contributo possono essere presentate solo dai soggetti sopra indicati e solo in forma di partenariato (da più soggetti che si mettono insieme).
2. Il contributo massimo ottenibile è di ? 10.000,00, e corrisponde al massimo al 50% del bilancio complessivo del progetto.
3. È necessario attenersi alle aree tematiche specificate nel documento contenente criteri e modalità dell'iniziativa regionale (allegato A del decreto). Può essere scelta una sola area tematica.
Le domande devono essere consegnate entro lunedì 11 luglio 2011 al Protocollo generale della Giunta regionale o presso gli sportelli di protocollo delle Sedi territoriali regionali.
Per saperne di più:
Data apertura: 23 maggio 2011
Scadenza: 11 luglio 2011
Rif: REGIONE LOMBARDIA Presidenza - D.C. REIC U/O Relazioni esterne UOC Pari opportunità e Conciliazione dei tempi
Piazza Città di Lombardia, 1 20124 Milano tel. 02/6765.4886 - 6765.3250 e-mail: politiche_femminili@regione.lombardia.it
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