A cura di Marta Giorgi
Ultimamente i prodotti bio vanno aumentando sulle nostre tavole, dalla frutta, alla verdura, alla carne, ai latticini. Gli italiani sono insomma sempre più spinti a cercare prodotti sicuri e di qualità, anche a costo di non badare a spese pur di salvaguardare la propria salute, proprio a partire dalla quotidiana alimentazione. Secondo un’indagine messa in atto da Coldiretti, in Italia il boom del bio è in continua crescita ed attualmente più del 50% della popolazione non rinuncia al biologico nel carrello della spesa, in particolare per quanto riguarda frutta e verdura. Inoltre, il boom del bio non si è limitato ad esplodere nelle case, ma anche nelle mense pubbliche; basti pensare che i bambini che consumano prodotti biologici a scuola sono circa un milione. Attenzione però…al momento dell’acquisto di qualsiasi tipo di prodotto biologico, al fine di evitare di “essere abbindolati”, non bisogna mai dimenticare di verificare che sulla confezione sia applicato il logo UE. Il primo luglio dell’anno corrente è infatti entrata in vigore la nuova etichetta europea che identifica i prodotti biologici e che sostituisce il vecchio e facoltativo logo che graficamente era confondibile con l’identificazione dei prodotti Dop e Igp. Il logo, scelto tra più di tremila, proposti da studenti di arte e grafica, garantisce che i prodotti sui quali compare, realizzati nei ventisette paesi dell’Unione Europea, sono realmente biologici, quindi estranei a fertilizzanti, farmaci, fitofarmaci e prodotti chimici. Prossimo obiettivo della Coldiretti sarebbe quello di dare all’Italia un logo specifico, come previsto dall’ordinamento comunitario, in modo che il consumatore possa sapere con maggiore precisione la provenienza di ciò che acquista. Infatti, in Italia, la coltivazione di Ogm è vietata, quindi l’assenza ne è garantita, ma lo stesso non vale per i prodotti importati da altri paesi europei, dove gli Ogm possono essere presenti fino allo 0,9% senza che sull’etichetta siano riportate indicazioni. Inoltre, è bene ricordare che un prodotto che risponde davvero alla cultura bio dell’ecocompatibilità, deve rispettare ogni singolo parametro di sostenibilità ambientale, quindi non può essere costituito da frutta o carne giunta da paesi lontanissimi, reduce quindi da chilometri di viaggio; dunque, è bene scegliere sempre e comunque prodotti stagionali. Altro elemento fondamentale nell’acquisto di prodotti biologici è la confezione: un vero alimento bio è sempre confezionato. Insomma, se siete amanti della salute e della buona alimentazione, il bio non può che essere una buona scelta; attenzione, però, a confezioni, loghi, luoghi di provenienza e tranelli vari!!!
Marta Giorgi
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Roberta Venturini, allieva di Samuel Peron, si racconta
A cura di Marta Giorgi
La campionessa nazionale Roberta Venturini ci presenta la nuova palestra EVTF CLUB e ci racconta la sua grande passione per la danza
Sabato 28 settembre si è tenuta a Stradella l’inaugurazione della nuova palestra EVTF CLUB, in via Sandro Pertini 20 (traversa di via Di Vittorio); quella in via Fossa è ora totalmente dedicata all’area benessere, mentre la nuova si occupa di danza e fitness. Per l’occasione, Roberta Venturini, insegnante di ballo, campionessa nazionale ed allieva del grande Samuel Peron, si è resa disponibile a scambiare due chiacchiere, raccontandoci qualcosa in più sulla palestra e sul suo lavoro, che è anche la sua grande passione.
Com’è nata la tua passione per il ballo?
Ho iniziato a praticare ginnastica artistica e ritmica da bambina, scoprendomi portata. In seguito ho interrotto per un periodo, in quanto la mia maestra mi aveva consigliato di passare all’agonismo, ma ero molto piccola, così i miei genitori non si erano sentiti di farmi intraprendere un percorso così impegnativo in giovanissima età. In quella parentesi ho praticato pallavolo, più per seguire le amiche che per convinzione: infatti, già allora mi sentivo portata esclusivamente per la danza! In seguito ho ripreso e mi sono dedicata al caraibico. Successivamente, grazie al prezioso incontro con il grande Samuel Peron, mi sono avvicinata al latino americano.
Avresti mai detto che la tua passione per la danza sarebbe diventata un vero e proprio lavoro?
Se fosse dipeso da me assolutamente no! Sono sempre stata una persona timida e riservata, restia a “buttarsi” nelle cose. È stato Sergio, maestro di Ving Tsun (disciplina di cui è responsabile nazionale) a spronarmi: quando ci siamo conosciuti stava aprendo una palestra e mi ha proposto di tenere delle lezioni di ballo; ho accettato e nel marzo 2003 l’avventura ha avuto inizio! Sergio mi ha permesso di fare della mia passione il mio lavoro. Inoltre, l’esperienza mi ha insegnato a controllare la timidezza.
Negli anni hai raggiunto grandissimi traguardi…
Sì, io ed il ballerino Giacomo Civardi abbiamo conseguito il primo posto alle regionali per le danze caraibiche per più anni, il terzo posto a livello nazionale ed il quinto a livello mondiale. In seguito Giacomo ho dovuto interrompere per impegni lavorativi. Io ed il mio nuovo ballerino Gabriele Miglio ci siamo aggiudicati il primo posto per il latino americano a livello nazionale ed il quarto posto nella classifica internazionale. Sono davvero grandi soddisfazioni.
Sei una grande campionessa ed insegnante, ma non vuoi smettere di essere anche un’allieva…
Assolutamente no. Dico sempre che finchè insegnerò studierò. Tenersi aggiornati è fondamentale. Inoltre ho la fortuna di avere un grande maestro come Samuel Peron, che da anni mi segue in modo attento e costante.
Com’è avere un maestro così celebre?
È davvero bellissimo. Infatti Samuel è semplicemente unico. È un vero concentrato di qualità, sia come persona sia come ballerino e maestro. Sicuramente pretende il massimo, ma sa farlo nel modo giusto, con grande professionalità; sa essere serio, ma allo stesso tempo un po’ giocherellone. Inoltre è una persona estremamente umile, nonostante la bravura e la notorietà. È sempre molto presente, infatti anche nei periodi più intensi, come questo (è impegnatissimo con la trasmissione televisiva Ballando con le stelle), ci sentiamo regolarmente. Mi spiace solo non averlo incontrato prima! Mi ha anche inserita nel progetto “Sballando ballando”, in cui credo davvero tanto.
Di cosa si tratta?
È un progetto didattico per ora legato al Nord Italia. Si tratta di un ciclo di lezioni di ballo tenuto nelle scuole partecipanti al fine di avvicinare i ragazzi ad uno “sballo” sano in contrapposizione ai tanti, troppi “sballi” negativi e diseducativi che ci circondano. Si vuole proporre il ballo come uno “sballo” salutare, capace di dare un benessere sia fisico sia psicologico. Del resto la danza ha grandissime potenzialità: diverte, permette di socializzare, aiuta ad accettare il proprio corpo, a volersi bene, a vincere la timidezza, a conoscere meglio se stessi e gli altri, a rispettare e rispettarsi di più. “Sballando ballando” è la prova di ciò ed è davvero bellissimo vedere questi risultati, riuscire a mostrare come ci si possa “sballare” con semplicità, facendo qualcosa di costruttivo e non mettendo in pericolo se stessi e gli altri.
Per quanto riguarda invece i corsi tenuti in palestra, come sono organizzati?
Essenzialmente, ci occupiamo di danza di vario genere (caraibica, latino americana, classica, moderna, ecc.) e fitness. Ci caratterizza il fatto di essere orientati sui corsi, individuali o collettivi, guidati da un istruttore che segue passo dopo passo il gruppo o il singolo, offrendo consigli ed accompagnando in un preciso percorso di crescita. Insomma, non vogliamo che chi si reca in palestra sia “abbandonato a se stesso”; ogni attività proposta prevede quindi una guida costante. Inoltre, la prima lezione di ogni corso è gratuita.
Come sono gli orari?
I corsi collettivi si tengono soprattutto nella fase pomeridiana, dalle 16.30 in poi, e la palestra rimane aperta fino alle 23 circa. Per quanto riguarda le attività individuali non ci sono particolari limiti di orario: ci si accorda con l’istruttore. Abbiamo anche pensato ad un corso dedicato a chi ha poco tempo libero e decide di venire in pausa pranzo; non a caso, si chiama “Tonic pause”.
A quali fasce di età vi rivolgete?
Ci sono corsi per ogni età, dai giovanissimi agli adulti. Organizziamo anche corsi di baby dance, con bimbi dai tre ai sei anni, piccolissimi, ma che regalano già grandi soddisfazioni. Vederli sul palco del teatro di Stradella mi ha davvero emozionata.
Quali sono i tuoi prossimi programmi?
Vorrei poter ampliare il progetto “Sballando ballando”: credo che sia davvero utilissimo nell’ambito delle scuole medie e superiori e mi auguro che possa crescere sempre di più. A questo proposito, stiamo cercando di farlo conoscere il più possibile alle scuole. Per quanto riguarda invece la palestra, Samuel Peron è già venuto a Stradella a fare alcune dimostrazioni e per il momento posso anticipare che probabilmente riusciremo a vederlo più spesso!
Marta Giorgi
La campionessa nazionale Roberta Venturini ci presenta la nuova palestra EVTF CLUB e ci racconta la sua grande passione per la danza
Sabato 28 settembre si è tenuta a Stradella l’inaugurazione della nuova palestra EVTF CLUB, in via Sandro Pertini 20 (traversa di via Di Vittorio); quella in via Fossa è ora totalmente dedicata all’area benessere, mentre la nuova si occupa di danza e fitness. Per l’occasione, Roberta Venturini, insegnante di ballo, campionessa nazionale ed allieva del grande Samuel Peron, si è resa disponibile a scambiare due chiacchiere, raccontandoci qualcosa in più sulla palestra e sul suo lavoro, che è anche la sua grande passione.
Com’è nata la tua passione per il ballo?
Ho iniziato a praticare ginnastica artistica e ritmica da bambina, scoprendomi portata. In seguito ho interrotto per un periodo, in quanto la mia maestra mi aveva consigliato di passare all’agonismo, ma ero molto piccola, così i miei genitori non si erano sentiti di farmi intraprendere un percorso così impegnativo in giovanissima età. In quella parentesi ho praticato pallavolo, più per seguire le amiche che per convinzione: infatti, già allora mi sentivo portata esclusivamente per la danza! In seguito ho ripreso e mi sono dedicata al caraibico. Successivamente, grazie al prezioso incontro con il grande Samuel Peron, mi sono avvicinata al latino americano.
Avresti mai detto che la tua passione per la danza sarebbe diventata un vero e proprio lavoro?
Se fosse dipeso da me assolutamente no! Sono sempre stata una persona timida e riservata, restia a “buttarsi” nelle cose. È stato Sergio, maestro di Ving Tsun (disciplina di cui è responsabile nazionale) a spronarmi: quando ci siamo conosciuti stava aprendo una palestra e mi ha proposto di tenere delle lezioni di ballo; ho accettato e nel marzo 2003 l’avventura ha avuto inizio! Sergio mi ha permesso di fare della mia passione il mio lavoro. Inoltre, l’esperienza mi ha insegnato a controllare la timidezza.
Negli anni hai raggiunto grandissimi traguardi…
Sì, io ed il ballerino Giacomo Civardi abbiamo conseguito il primo posto alle regionali per le danze caraibiche per più anni, il terzo posto a livello nazionale ed il quinto a livello mondiale. In seguito Giacomo ho dovuto interrompere per impegni lavorativi. Io ed il mio nuovo ballerino Gabriele Miglio ci siamo aggiudicati il primo posto per il latino americano a livello nazionale ed il quarto posto nella classifica internazionale. Sono davvero grandi soddisfazioni.
Sei una grande campionessa ed insegnante, ma non vuoi smettere di essere anche un’allieva…
Assolutamente no. Dico sempre che finchè insegnerò studierò. Tenersi aggiornati è fondamentale. Inoltre ho la fortuna di avere un grande maestro come Samuel Peron, che da anni mi segue in modo attento e costante.
Com’è avere un maestro così celebre?
È davvero bellissimo. Infatti Samuel è semplicemente unico. È un vero concentrato di qualità, sia come persona sia come ballerino e maestro. Sicuramente pretende il massimo, ma sa farlo nel modo giusto, con grande professionalità; sa essere serio, ma allo stesso tempo un po’ giocherellone. Inoltre è una persona estremamente umile, nonostante la bravura e la notorietà. È sempre molto presente, infatti anche nei periodi più intensi, come questo (è impegnatissimo con la trasmissione televisiva Ballando con le stelle), ci sentiamo regolarmente. Mi spiace solo non averlo incontrato prima! Mi ha anche inserita nel progetto “Sballando ballando”, in cui credo davvero tanto.
Di cosa si tratta?
È un progetto didattico per ora legato al Nord Italia. Si tratta di un ciclo di lezioni di ballo tenuto nelle scuole partecipanti al fine di avvicinare i ragazzi ad uno “sballo” sano in contrapposizione ai tanti, troppi “sballi” negativi e diseducativi che ci circondano. Si vuole proporre il ballo come uno “sballo” salutare, capace di dare un benessere sia fisico sia psicologico. Del resto la danza ha grandissime potenzialità: diverte, permette di socializzare, aiuta ad accettare il proprio corpo, a volersi bene, a vincere la timidezza, a conoscere meglio se stessi e gli altri, a rispettare e rispettarsi di più. “Sballando ballando” è la prova di ciò ed è davvero bellissimo vedere questi risultati, riuscire a mostrare come ci si possa “sballare” con semplicità, facendo qualcosa di costruttivo e non mettendo in pericolo se stessi e gli altri.
Per quanto riguarda invece i corsi tenuti in palestra, come sono organizzati?
Essenzialmente, ci occupiamo di danza di vario genere (caraibica, latino americana, classica, moderna, ecc.) e fitness. Ci caratterizza il fatto di essere orientati sui corsi, individuali o collettivi, guidati da un istruttore che segue passo dopo passo il gruppo o il singolo, offrendo consigli ed accompagnando in un preciso percorso di crescita. Insomma, non vogliamo che chi si reca in palestra sia “abbandonato a se stesso”; ogni attività proposta prevede quindi una guida costante. Inoltre, la prima lezione di ogni corso è gratuita.
Come sono gli orari?
I corsi collettivi si tengono soprattutto nella fase pomeridiana, dalle 16.30 in poi, e la palestra rimane aperta fino alle 23 circa. Per quanto riguarda le attività individuali non ci sono particolari limiti di orario: ci si accorda con l’istruttore. Abbiamo anche pensato ad un corso dedicato a chi ha poco tempo libero e decide di venire in pausa pranzo; non a caso, si chiama “Tonic pause”.
A quali fasce di età vi rivolgete?
Ci sono corsi per ogni età, dai giovanissimi agli adulti. Organizziamo anche corsi di baby dance, con bimbi dai tre ai sei anni, piccolissimi, ma che regalano già grandi soddisfazioni. Vederli sul palco del teatro di Stradella mi ha davvero emozionata.
Quali sono i tuoi prossimi programmi?
Vorrei poter ampliare il progetto “Sballando ballando”: credo che sia davvero utilissimo nell’ambito delle scuole medie e superiori e mi auguro che possa crescere sempre di più. A questo proposito, stiamo cercando di farlo conoscere il più possibile alle scuole. Per quanto riguarda invece la palestra, Samuel Peron è già venuto a Stradella a fare alcune dimostrazioni e per il momento posso anticipare che probabilmente riusciremo a vederlo più spesso!
Marta Giorgi
Broni, nuovo teatro Carbonetti: ricchezza architettonica, culturale e sociale
A Cura di Marta Giorgi
Mercoledì 4 settembre, in vista dell’imminente inaugurazione del nuovo teatro Carbonetti, si è tenuta una conferenza stampa nel corso della quale il sindaco Luigi Paroni, il professor Ernesto Bongiorni ed il professor Paolo Zenoni hanno illustrato alcune delle peculiarità della grande opera.
In apertura, Paroni ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a Esselunga, finanziatrice del progetto, alla banca Intesa San Paolo, sponsor dell’iniziativa, al professor Zenoni, per la presenza costante, ai tecnici ed all’architetto Domenico Catrambone, all’assessore regionale alla cultura Cristina Cappellini ed al presidente della provincia Daniele Bosone.
Il sindaco ha osservato che i tempi di recupero si sono dilatati, ma questo è stato inevitabile a causa della complessità dell’intervento. A lavoro ultimato, Paroni afferma che la comunità può ritenersi più ricca sia dal punto di vista architettonico sia da quello culturale e sociale. Dopo ventotto anni è possibile riconquistare un grandioso punto di riferimento, che vuole avere una dimensione fortemente pubblica e sociale; per questa ragione si è stabilito di realizzare un percorso inaugurale di un mese, nel corso del quale la cittadinanza ha la possibilità di instaurare un contatto con la struttura attraverso una serie di spettacoli ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Bisogna inoltre tenere presente l’aspetto della polifunzionalità della struttura, fondamentale per incoraggiare nuove iniziative culturali quali, per esempio, mostre, convegni e conferenze. È inoltre prevista un’attività di cineforum. È significativa anche la collocazione del teatro: in pieno centro, a ridosso i giardinetti pubblici, si rivela un fondamentale punto di appoggio, grazie alla strumentazione che offre, per lo svolgimento di spettacoli all’aperto. L’intervento di recupero ha compreso un considerevole ampliamento del palco ed un’attenta valutazione di aspetti tecnici come, per esempio, l’acustica, che si rivela ottimale anche per gli spettatori più lontani dal palco. Gli strumenti sono molto all’avanguardia; si pensi alla cabina di proiezione digitale. Infatti, è stato rivolta grande attenzione sia all’aspetto estetico sia a quello della funzionalità. Il dottor Zenoni, docente di discipline dello spettacolo all’Università Bicocca di Milano, ha posto l’accento sul fatto che grandi uomini del nostro tempo suggeriscono la cultura come carta vincente per uscire dalla crisi, ma pochissimi decidono di investire nel settore. In questo senso, Broni, con il suo teatro, offre un concretissimo e prezioso esempio di valorizzazione culturale del territorio.
In apertura, Paroni ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a Esselunga, finanziatrice del progetto, alla banca Intesa San Paolo, sponsor dell’iniziativa, al professor Zenoni, per la presenza costante, ai tecnici ed all’architetto Domenico Catrambone, all’assessore regionale alla cultura Cristina Cappellini ed al presidente della provincia Daniele Bosone.
Broni: aria di cambiamento in città
A cura di Marta Giorgi
Il vicesindaco di Broni Antonio Riviezzi si è reso disponibile ad un incontro e ci ha illustrato le ultime novità della città, a partire dall’avvenuto recupero dello storico teatro Carbonetti, finalmente tornato a risplendere.
Quale bilancio può fare riguardo al recupero dello storico teatro Carbonetti?
Si tratta di una tappa molto importante per la riqualificazione culturale della città e, in generale, del territorio. Il risultato è pregevole sia dal punto di vista estetico sia da quello tecnico. Per quanto riguarda determinati aspetti, come l’acustica, ci siamo infatti rivolti a personale esperto, come un collaboratore che ha lavorato al Teatro alla Scala di Milano.
Il progetto era quello di un teatro polifunzionale. L’obiettivo è stato raggiunto?
Decisamente sì. Questo aspetto è molto importante in quanto a Broni mancava un apposito spazio all’interno del quale organizzare eventi culturali come, per esempio, mostre o conferenze.
Come sarà possibile avvicinare bronesi e non al nuovo teatro?
Il processo sarà graduale ed avrà inizio nel mese dell’inaugurazione (dal 7 settembre, n.d.r.), periodo in cui si potrà assistere gratuitamente ad una serie di spettacoli di vario genere. L’ingresso sarà libero fino ad esaurimento posti. In questo modo le persone avranno la possibilità di prendere immediatamente contatto con la struttura rinnovata.
Il vicesindaco di Broni Antonio Riviezzi si è reso disponibile ad un incontro e ci ha illustrato le ultime novità della città, a partire dall’avvenuto recupero dello storico teatro Carbonetti, finalmente tornato a risplendere.
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| Il vicesindaco Antonio Rivezzi |
Quale bilancio può fare riguardo al recupero dello storico teatro Carbonetti?
Si tratta di una tappa molto importante per la riqualificazione culturale della città e, in generale, del territorio. Il risultato è pregevole sia dal punto di vista estetico sia da quello tecnico. Per quanto riguarda determinati aspetti, come l’acustica, ci siamo infatti rivolti a personale esperto, come un collaboratore che ha lavorato al Teatro alla Scala di Milano.
Il progetto era quello di un teatro polifunzionale. L’obiettivo è stato raggiunto?
Decisamente sì. Questo aspetto è molto importante in quanto a Broni mancava un apposito spazio all’interno del quale organizzare eventi culturali come, per esempio, mostre o conferenze.
Come sarà possibile avvicinare bronesi e non al nuovo teatro?
Il processo sarà graduale ed avrà inizio nel mese dell’inaugurazione (dal 7 settembre, n.d.r.), periodo in cui si potrà assistere gratuitamente ad una serie di spettacoli di vario genere. L’ingresso sarà libero fino ad esaurimento posti. In questo modo le persone avranno la possibilità di prendere immediatamente contatto con la struttura rinnovata.
Silvia Ziche: fumettista ironica, dinamica e molto amata
A cura di Marta Giorgi
Silvia Ziche, classe 1967, è sicuramente tra le fumettiste italiane più amate. Attualmente riconosciuta tra le migliori di Disney, ha esordito nel 1987, su Linus, per poi passare alle pagine di Cuore,
Smemoranda, Topolino e Comix. Si sono avvicendate varie collaborazioni con alcuni periodici, con la realizzazione di strisce, vignette e storie a puntate. Dal 2006 vediamo la Ziche sul settimanale Donna moderna, che da allora è rallegrato dalla simpatica Lucrezia, alter ego di tantissime donne, personaggio che osserva il mondo con uno sguardo tutto al femminile. Lucrezia ha riscosso talmente tanto successo che recentemente, in seguito ad un rinnovamento di Donna moderna, dovuto al cambiamento di direttore e condirettore, le affezionate lettrici hanno reclamato vedendo che lo spazio riservato alle vignette non era più di una pagina intera, ma di un angolino in basso a sinistra. La nuova direzione ha così garantito che presto la versione mignon di Lucrezia lascerà nuovamente spazio a quella precedente. Le vignette della Ziche sono state pubblicate anche in volumi, che raccolgono sia le migliori realizzazioni degli anni passati sia varie inedite. In particolare, il libro “È tutto sotto controllo”, che ha per protagonista Lucrezia, è stato molto apprezzato; del resto, le (dis)avventure di questo personaggio tra le nuvole, un po’ pasticcione e irrisoluto, fanno sorridere donne di tutte le età, le quali, nell’immediatezza delle vignette, ritrovano sketch della loro quotidianità interpretati con finezza ed ironia. Marta Giorgi
Silvia Ziche, classe 1967, è sicuramente tra le fumettiste italiane più amate. Attualmente riconosciuta tra le migliori di Disney, ha esordito nel 1987, su Linus, per poi passare alle pagine di Cuore,
Smemoranda, Topolino e Comix. Si sono avvicendate varie collaborazioni con alcuni periodici, con la realizzazione di strisce, vignette e storie a puntate. Dal 2006 vediamo la Ziche sul settimanale Donna moderna, che da allora è rallegrato dalla simpatica Lucrezia, alter ego di tantissime donne, personaggio che osserva il mondo con uno sguardo tutto al femminile. Lucrezia ha riscosso talmente tanto successo che recentemente, in seguito ad un rinnovamento di Donna moderna, dovuto al cambiamento di direttore e condirettore, le affezionate lettrici hanno reclamato vedendo che lo spazio riservato alle vignette non era più di una pagina intera, ma di un angolino in basso a sinistra. La nuova direzione ha così garantito che presto la versione mignon di Lucrezia lascerà nuovamente spazio a quella precedente. Le vignette della Ziche sono state pubblicate anche in volumi, che raccolgono sia le migliori realizzazioni degli anni passati sia varie inedite. In particolare, il libro “È tutto sotto controllo”, che ha per protagonista Lucrezia, è stato molto apprezzato; del resto, le (dis)avventure di questo personaggio tra le nuvole, un po’ pasticcione e irrisoluto, fanno sorridere donne di tutte le età, le quali, nell’immediatezza delle vignette, ritrovano sketch della loro quotidianità interpretati con finezza ed ironia. Marta Giorgi
Fisco e Scuola
A cura di Marta Giorgi
Giovedì 14 marzo 2013 l’Agenzia delle entrate di Stradella ha aperto le porte alla classe 5a B della Scuola elementare E. De Amicis. L’evento si è svolto nell’ambito del progetto “Fisco e scuola”, promosso in tutta Italia allo scopo di avvicinare i bambini a nozioni di grande attualità ed importanza, quali imposte, dichiarazione dei redditi, rimborsi, accertamenti, anagrafe tributaria e molto altro ancora. La volontà che anima l’iniziativa è quella di divulgare i principi costituzionali di giustizia ed equità fiscale. L’approccio a questa complessa realtà è avvenuto sotto la guida del direttore dell’Agenzia, Michele Santagata, e di un’impiegata. Ne è risultata una lezione alternativa, interattiva e coinvolgente: i bambini si sono mostrati molto attenti ed entusiasti, pronti a porre domande e curiosi di scoprire questo mondo “da grandi”. Inoltre, hanno avuto la possibilità di osservare il funzionamento del programma SERPICO, scoprendo, con grande stupore, che i loro dati sono registrati e reperibili attraverso l’inserimento del codice fiscale o di nome e cognome. In chiusura, è stato consegnato a ciascun bambino un attestato di partecipazione all’evento. Nell’arco della mattinata, si è voluto porre l’accento specialmente su un aspetto: pagare le tasse è un atto di onestà ed un dovere di ciascun cittadino, al fine di garantire i servizi pubblici alla collettività. Molti potrebbero vedere come superflua, eccessiva o addirittura inutile questa iniziativa didattica, ma probabilmente la realtà delle cose è ben diversa: i bambini hanno un senso civico puro ed innato e, non dimentichiamolo, sono i cittadini di domani. Per provare a migliorare le cose è importante cercare di sensibilizzare le nuove generazioni e spronarle a fare sempre meglio delle passate: ci si augura che progetti come questo portino i loro frutti; in ogni caso, vale la pena di fare un tentativo.
Giovedì 14 marzo 2013 l’Agenzia delle entrate di Stradella ha aperto le porte alla classe 5a B della Scuola elementare E. De Amicis. L’evento si è svolto nell’ambito del progetto “Fisco e scuola”, promosso in tutta Italia allo scopo di avvicinare i bambini a nozioni di grande attualità ed importanza, quali imposte, dichiarazione dei redditi, rimborsi, accertamenti, anagrafe tributaria e molto altro ancora. La volontà che anima l’iniziativa è quella di divulgare i principi costituzionali di giustizia ed equità fiscale. L’approccio a questa complessa realtà è avvenuto sotto la guida del direttore dell’Agenzia, Michele Santagata, e di un’impiegata. Ne è risultata una lezione alternativa, interattiva e coinvolgente: i bambini si sono mostrati molto attenti ed entusiasti, pronti a porre domande e curiosi di scoprire questo mondo “da grandi”. Inoltre, hanno avuto la possibilità di osservare il funzionamento del programma SERPICO, scoprendo, con grande stupore, che i loro dati sono registrati e reperibili attraverso l’inserimento del codice fiscale o di nome e cognome. In chiusura, è stato consegnato a ciascun bambino un attestato di partecipazione all’evento. Nell’arco della mattinata, si è voluto porre l’accento specialmente su un aspetto: pagare le tasse è un atto di onestà ed un dovere di ciascun cittadino, al fine di garantire i servizi pubblici alla collettività. Molti potrebbero vedere come superflua, eccessiva o addirittura inutile questa iniziativa didattica, ma probabilmente la realtà delle cose è ben diversa: i bambini hanno un senso civico puro ed innato e, non dimentichiamolo, sono i cittadini di domani. Per provare a migliorare le cose è importante cercare di sensibilizzare le nuove generazioni e spronarle a fare sempre meglio delle passate: ci si augura che progetti come questo portino i loro frutti; in ogni caso, vale la pena di fare un tentativo.
Le maschere italiane
A Cura di Marta Giorgi
Negli ultimi anni si è assistito ad un forte declino dell’utilizzo delle maschere tradizionali, a favore di quelle “moderne”, che richiamano magari personaggi dei cartoni animati o dei film per ragazzi più in voga del momento. Queste new entry sono sicuramente carine e simpatiche, ma non bisognerebbe dimenticare le classiche maschere italiane, che vantano una gloriosa storia e che hanno origine lontane e popolari, legate a determinate credenze e regioni italiane. Procediamo allora con un revival delle più celebri:
Arlecchino: è il tipico servitore astuto, ficcanaso ed ingordo. Ha sempre la risposta pronta ed è un grande attaccabrighe. Vanta origini bergamasche, ma la sua parlata è veneta, in quanto Bergamo fu a lungo sotto il dominio della Serenissima
Colombina: è una maschera veneziana, in genere nota nel ruolo di figlia di Pantalone e moglie/amante di Arlecchino
Pulcinella: è di origine napoletana e si distingue per avidità, ignoranza, ghiottoneria ed egoismo, ma anche per il grande spirito
Brighella: vanta le stesse origini di Arlecchino e sono grandi amici. Hanno un carattere simile, ma Brighella ha minore astuzia, quindi spesso si trova nei pasticci al posto dell’amico, che è più scaltro e la passa quasi sempre liscia
Dottor Balanzone: tipica maschera bolognese, rappresenta lo stolto che vuole farsi credere intelligente e che non perde occasione per sentenziare.
Pantalone: è di origini veneziane e rappresenta il mercante ricco, taccagno e perennemente insoddisfatto. In fondo però sa essere buono e generoso: non riesce a dire di no a chi gli chiede aiuto
Capitan Spaventa (noto anche come Capitan Fracassa) : è una maschera ligure e rappresenta un soldato rozzo e prepotente
Meneghino: si tratta della classica maschere milanese. Il nome è l’abbreviazione di Domeneghino, che significa “servo della domenica”, dall’uso tipico delle dame lombarde di avere un servo che le accompagnasse in chiesa ogni domenica. Rappresenta un contadino pigro e burlone.
Gianduia: torinese, è un contadino finto tonto, amante del cibo e del dialetto
Rugantino: romano, è arrogante e litigioso, come suggerisce il nome, da collegare a “rugare”, nel senso di “brontolare”, “borbottare”
Scaramuccia: maschera napoletana, rappresenta il tipo falso, attaccabrighe e spaccone. Apparentemente forte, si rivela perdente in ogni occasione.
Chissà se il Carnevale 2013 vedrà un ritorno a sorpresa di questi personaggi, indubbiamente un po’ vecchiotti, ma comunque simpatici ed icona di una grande tradizione nazionale.
Negli ultimi anni si è assistito ad un forte declino dell’utilizzo delle maschere tradizionali, a favore di quelle “moderne”, che richiamano magari personaggi dei cartoni animati o dei film per ragazzi più in voga del momento. Queste new entry sono sicuramente carine e simpatiche, ma non bisognerebbe dimenticare le classiche maschere italiane, che vantano una gloriosa storia e che hanno origine lontane e popolari, legate a determinate credenze e regioni italiane. Procediamo allora con un revival delle più celebri:
Arlecchino: è il tipico servitore astuto, ficcanaso ed ingordo. Ha sempre la risposta pronta ed è un grande attaccabrighe. Vanta origini bergamasche, ma la sua parlata è veneta, in quanto Bergamo fu a lungo sotto il dominio della Serenissima
Colombina: è una maschera veneziana, in genere nota nel ruolo di figlia di Pantalone e moglie/amante di Arlecchino
Pulcinella: è di origine napoletana e si distingue per avidità, ignoranza, ghiottoneria ed egoismo, ma anche per il grande spirito
Brighella: vanta le stesse origini di Arlecchino e sono grandi amici. Hanno un carattere simile, ma Brighella ha minore astuzia, quindi spesso si trova nei pasticci al posto dell’amico, che è più scaltro e la passa quasi sempre liscia
Dottor Balanzone: tipica maschera bolognese, rappresenta lo stolto che vuole farsi credere intelligente e che non perde occasione per sentenziare.
Pantalone: è di origini veneziane e rappresenta il mercante ricco, taccagno e perennemente insoddisfatto. In fondo però sa essere buono e generoso: non riesce a dire di no a chi gli chiede aiuto
Capitan Spaventa (noto anche come Capitan Fracassa) : è una maschera ligure e rappresenta un soldato rozzo e prepotente
Meneghino: si tratta della classica maschere milanese. Il nome è l’abbreviazione di Domeneghino, che significa “servo della domenica”, dall’uso tipico delle dame lombarde di avere un servo che le accompagnasse in chiesa ogni domenica. Rappresenta un contadino pigro e burlone.
Gianduia: torinese, è un contadino finto tonto, amante del cibo e del dialetto
Rugantino: romano, è arrogante e litigioso, come suggerisce il nome, da collegare a “rugare”, nel senso di “brontolare”, “borbottare”
Scaramuccia: maschera napoletana, rappresenta il tipo falso, attaccabrighe e spaccone. Apparentemente forte, si rivela perdente in ogni occasione.
Chissà se il Carnevale 2013 vedrà un ritorno a sorpresa di questi personaggi, indubbiamente un po’ vecchiotti, ma comunque simpatici ed icona di una grande tradizione nazionale.
Carnevale e golosità
A Cura di Marta Giorgi
In occasione del Carnevale, vale la pena di cimentarsi in qualche esperimento culinario, con alcune ricette semplici, ma di grande effetto. Infatti questa festa porta con sé una serie di specialità regionali davvero gustose e non cedere a qualche peccato di gola può diventare difficile. Del resto ne sapeva già qualcosa persino il grande poeta Gabriele D’Annunzio, come ci rivela la sua poesia “Carnevale vecchio e pazzo”:
Carnevale vecchio e pazzo s'è venduto il materasso per comprare pane e vino tarallucci e cotechino. E mangiando a crepapelle la montagna di frittelle gli è cresciuto un gran pancione che somiglia a un pallone. Beve e beve e all'improvviso gli diventa rosso il viso, poi gli scoppia anche la pancia mentre ancora mangia, mangia... Così muore Carnevale e gli fanno il funerale, dalla polvere era nato ed in polvere è tornato.
D’Annunzio cita alcune specialità, tra cui le golose frittelle. Per rimanere in tema, vediamo allora come prepararne un tipo davvero gustoso:
Frittelle di mele in pastella
Ingredienti:
3 dl di birra chiara
130 g di farina
3 mele
3 uova
Qb cannella
Qb olio per friggere
Qb zucchero
Procediamo:
Sgusciamo le uova e frulliamo i tuorli con la birra fredda e 6 cucchiai di farina setacciata. Otteniamo una pastella omogenea che lasciamo riposare in frigo per 30 minuti.
Montiamo gli albumi a neve aggiungendo gradualmente 4 cucchiai di zucchero. Incorporiamo la miscela così ottenuta alla pastella.
Sbucciamo le mele e, dopo aver eliminato il torsolo, le tagliamo a fette in senso orizzontale.
Facciamo passare le fette di mela nella farina rimasta, le immergiamo nella pastella e le friggiamo nell’olio caldo per qualche minuto, fino ad ottenere un colore dorato da entrambi i lati.
Sgoccioliamo le frittelle con un mestolo forato e le posiamo sulla carta assorbente, al fine di eliminare l’olio in eccesso
Serviamo le nostre frittelle ancora calde, cosparse di zucchero a velo e con un pizzico di cannella
In occasione del Carnevale, vale la pena di cimentarsi in qualche esperimento culinario, con alcune ricette semplici, ma di grande effetto. Infatti questa festa porta con sé una serie di specialità regionali davvero gustose e non cedere a qualche peccato di gola può diventare difficile. Del resto ne sapeva già qualcosa persino il grande poeta Gabriele D’Annunzio, come ci rivela la sua poesia “Carnevale vecchio e pazzo”:
Carnevale vecchio e pazzo s'è venduto il materasso per comprare pane e vino tarallucci e cotechino. E mangiando a crepapelle la montagna di frittelle gli è cresciuto un gran pancione che somiglia a un pallone. Beve e beve e all'improvviso gli diventa rosso il viso, poi gli scoppia anche la pancia mentre ancora mangia, mangia... Così muore Carnevale e gli fanno il funerale, dalla polvere era nato ed in polvere è tornato.
D’Annunzio cita alcune specialità, tra cui le golose frittelle. Per rimanere in tema, vediamo allora come prepararne un tipo davvero gustoso:
Frittelle di mele in pastella
Ingredienti:
3 dl di birra chiara
130 g di farina
3 mele
3 uova
Qb cannella
Qb olio per friggere
Qb zucchero
Procediamo:
Sgusciamo le uova e frulliamo i tuorli con la birra fredda e 6 cucchiai di farina setacciata. Otteniamo una pastella omogenea che lasciamo riposare in frigo per 30 minuti.
Montiamo gli albumi a neve aggiungendo gradualmente 4 cucchiai di zucchero. Incorporiamo la miscela così ottenuta alla pastella.
Sbucciamo le mele e, dopo aver eliminato il torsolo, le tagliamo a fette in senso orizzontale.
Facciamo passare le fette di mela nella farina rimasta, le immergiamo nella pastella e le friggiamo nell’olio caldo per qualche minuto, fino ad ottenere un colore dorato da entrambi i lati.
Sgoccioliamo le frittelle con un mestolo forato e le posiamo sulla carta assorbente, al fine di eliminare l’olio in eccesso
Serviamo le nostre frittelle ancora calde, cosparse di zucchero a velo e con un pizzico di cannella
Carnevale 2013 a Stradella: un serbatoio di iniziative ed allegria
A cura di Marta Giorgi
La manifestazione è coordinata da Pro Loco Promoltrepò, che ha visto un cambiamento di presidenza, con il passaggio del testimone da Vincenzo Poggi ad Annibale Covini, ma che ha mantenuto lo stesso entusiasmo. L’evento si svolgerà sabato 2 e domenica 3 marzo tra le principali vie del centro e potrà costituire una grande occasione di svago per grandi e piccini. Sarà proposto un divertimento semplice, ma vivace, con iniziative che richiameranno al meglio le tradizioni legate a questa festa; quindi, non potranno mancare squisite frittelle e la consueta sfilata di carri, gruppi mascherati e maschere singole. Inoltre una generosa lotteria metterà in palio premi imperdibili: al concorrente che si aggiudicherà il primo premio spetterà uno SCOOTER KIMKO. Per le aspiranti reginette, anche quest’anno si terrà l’inizativa “Reginetta del Carnevale”; la premiazione della vincitrice si terrà sabato sera, dalle ore 22. I golosi non potranno perdere l’occasione di partecipare alla cena in piazza di sabato ed al pranzo di domenica, con la possibilità di gustare ottimi piatti tipici; attenzione, la prenotazione è gradita ed è possibile effettuarla chiamando uno dei seguenti numeri: 0385.245912 - 349.6737987
Le due giornate si prospettano davvero speciali ed offrono un’opportunità per trascorrere un po’ di tempo libero tra relax, maschere e frittelle, in compagnia di amici, parenti, colori e musica.
La manifestazione è coordinata da Pro Loco Promoltrepò, che ha visto un cambiamento di presidenza, con il passaggio del testimone da Vincenzo Poggi ad Annibale Covini, ma che ha mantenuto lo stesso entusiasmo. L’evento si svolgerà sabato 2 e domenica 3 marzo tra le principali vie del centro e potrà costituire una grande occasione di svago per grandi e piccini. Sarà proposto un divertimento semplice, ma vivace, con iniziative che richiameranno al meglio le tradizioni legate a questa festa; quindi, non potranno mancare squisite frittelle e la consueta sfilata di carri, gruppi mascherati e maschere singole. Inoltre una generosa lotteria metterà in palio premi imperdibili: al concorrente che si aggiudicherà il primo premio spetterà uno SCOOTER KIMKO. Per le aspiranti reginette, anche quest’anno si terrà l’inizativa “Reginetta del Carnevale”; la premiazione della vincitrice si terrà sabato sera, dalle ore 22. I golosi non potranno perdere l’occasione di partecipare alla cena in piazza di sabato ed al pranzo di domenica, con la possibilità di gustare ottimi piatti tipici; attenzione, la prenotazione è gradita ed è possibile effettuarla chiamando uno dei seguenti numeri: 0385.245912 - 349.6737987
Le due giornate si prospettano davvero speciali ed offrono un’opportunità per trascorrere un po’ di tempo libero tra relax, maschere e frittelle, in compagnia di amici, parenti, colori e musica.
2013 tra novità e conferme per Pro Loco Promoltrepò
A cura di Marta Giorgi
Il 2013 ha appena avuto inizio ed a Stradella non mancano le novità, a partire dalla Presidenza di Pro Loco Promoltrepò: Vincenzo Poggi ha passato il testimone ad Annibale Covini, anche se comunque continuerà ad interessarsi ed a collaborare attivamente alla realizzazione di manifestazioni ed eventi. A proposito di giornate di festa per la città, in primo piano abbiamo il Carnevale stradellino, che porterà allegria e vivacità sabato 2 e domenica 3 marzo. L’anno scorso abbiamo potuto assistere ad una grande valorizzazione della ricorrenza, sotto il segno di un brillante ritorno al passato, in memoria dei gloriosi tempi delle sfilate di “Re Carnevale e la sua corte”, dei giochi e dei colori che vivacizzavano la città. Con il passare degli anni determinate tradizioni si erano un po’ assopite, ma Pro Loco Promoltrepò ha deciso di farle rivivere, coniugando il vecchio ed il nuovo in un mixer davvero brillante. Il programma 2013 è ancora in fase di elaborazione, ma è certo che si sarà mossi ancora una volta dalla volontà di far divertire e rilassare i partecipanti attraverso piacevoli iniziative, che ricalcheranno soprattutto l’ultima edizione dell’evento, dal successo indubbio: basti pensare che si sono raggiunte le diecimila presenze, con tanto di cinque pullman provenienti da altre zone, a dimostrazione del fatto che l’iniziativa non attira solamente stradellini e cittadini di aree limitrofe. Alla luce di questi grandi risultati, si spera di riuscire a mantenere le adesioni costanti negli anni, a partire da questo 2013.
Il 2013 ha appena avuto inizio ed a Stradella non mancano le novità, a partire dalla Presidenza di Pro Loco Promoltrepò: Vincenzo Poggi ha passato il testimone ad Annibale Covini, anche se comunque continuerà ad interessarsi ed a collaborare attivamente alla realizzazione di manifestazioni ed eventi. A proposito di giornate di festa per la città, in primo piano abbiamo il Carnevale stradellino, che porterà allegria e vivacità sabato 2 e domenica 3 marzo. L’anno scorso abbiamo potuto assistere ad una grande valorizzazione della ricorrenza, sotto il segno di un brillante ritorno al passato, in memoria dei gloriosi tempi delle sfilate di “Re Carnevale e la sua corte”, dei giochi e dei colori che vivacizzavano la città. Con il passare degli anni determinate tradizioni si erano un po’ assopite, ma Pro Loco Promoltrepò ha deciso di farle rivivere, coniugando il vecchio ed il nuovo in un mixer davvero brillante. Il programma 2013 è ancora in fase di elaborazione, ma è certo che si sarà mossi ancora una volta dalla volontà di far divertire e rilassare i partecipanti attraverso piacevoli iniziative, che ricalcheranno soprattutto l’ultima edizione dell’evento, dal successo indubbio: basti pensare che si sono raggiunte le diecimila presenze, con tanto di cinque pullman provenienti da altre zone, a dimostrazione del fatto che l’iniziativa non attira solamente stradellini e cittadini di aree limitrofe. Alla luce di questi grandi risultati, si spera di riuscire a mantenere le adesioni costanti negli anni, a partire da questo 2013.
Qualche idea regalo
A cura di Marta Giorgi
Per amici e parenti appassionati di musica italiana e, in particolare, di Claudio Baglioni, non sarà difficile trovare il regalo giusto. Infatti, il 20 novembre, è uscito “Un piccolo Natale in più”, il nuovo album dell’artista. Si tratta di un disco molto ricco, che include ben ventisei brani classici natalizi. È un pensiero carino ed in grado di far tuffare nel magico clima del Natale chi lo ascolta.
Se invece si sta pensando ad un dono per gli amanti della fotografia , un’idea simpatica e che negli ultime anni sta riscuotendo sempre più successo è quella del calendario personalizzato: disponibile in vari formati e stampabile sia su carta fotografica sia su cartoncino, è abbastanza economico ed apprezzato. Sarà sufficiente selezionare tredici foto: una per ogni mese dell’anno ed una per la copertina. Regalo utile e simpatico.
Inoltre, è sempre gradita una bottiglia di buon vino, valorizzata da una bella confezione natalizia. Se però il destinatario è astemio o si vuole puntare su qualcosa di più originale, una buona alternativa può essere quella di una confezione di tisane o tè: ce n’è davvero per tutti i gusti. Un pensiero natalizio sempre perfetto per i golosi è un buon dolce: può trattarsi di un semplice panettone o pandoro, di una scatola di cioccolatini o anche di un prodotto farcito, magari con crema chantilly. Per i creativi in cucina, una buona idea regalo può essere un kit di cake design, contenente il necessario per arricchire le torte con originali decorazioni.
Per amici e parenti appassionati di musica italiana e, in particolare, di Claudio Baglioni, non sarà difficile trovare il regalo giusto. Infatti, il 20 novembre, è uscito “Un piccolo Natale in più”, il nuovo album dell’artista. Si tratta di un disco molto ricco, che include ben ventisei brani classici natalizi. È un pensiero carino ed in grado di far tuffare nel magico clima del Natale chi lo ascolta.
Se invece si sta pensando ad un dono per gli amanti della fotografia , un’idea simpatica e che negli ultime anni sta riscuotendo sempre più successo è quella del calendario personalizzato: disponibile in vari formati e stampabile sia su carta fotografica sia su cartoncino, è abbastanza economico ed apprezzato. Sarà sufficiente selezionare tredici foto: una per ogni mese dell’anno ed una per la copertina. Regalo utile e simpatico.
Inoltre, è sempre gradita una bottiglia di buon vino, valorizzata da una bella confezione natalizia. Se però il destinatario è astemio o si vuole puntare su qualcosa di più originale, una buona alternativa può essere quella di una confezione di tisane o tè: ce n’è davvero per tutti i gusti. Un pensiero natalizio sempre perfetto per i golosi è un buon dolce: può trattarsi di un semplice panettone o pandoro, di una scatola di cioccolatini o anche di un prodotto farcito, magari con crema chantilly. Per i creativi in cucina, una buona idea regalo può essere un kit di cake design, contenente il necessario per arricchire le torte con originali decorazioni.
UNICEF e le bambole della solidarietà
A cura di Marta Giorgi
“Pigotta” è un termine lombardo che indica, in generale, la bambola per eccellenza di passate generazioni, simpatica e molto essenziale, fatta di pezza.
La pigotta dell’UNICEF è una bambola speciale: realizzata a mano da volontari, può essere adottata versando una donazione non inferiore a 20 euro. Il ricavato è destinato a finanziare kit salvavita in grado di fornire ai bambini africani in situazioni di alto rischio di mortalità interventi mirati nei primi cinque anni di vita , particolarmente delicati. Si tratta di un pensiero che potrà rendere felice chi dà e chi riceve, grazie alla consapevolezza di aver compiuto un piccolo, ma importante, gesto di solidarietà. Non è forse meglio di tanti altri oggetti destinati al riciclo, ai cassetti o alla cantina?
“Pigotta” è un termine lombardo che indica, in generale, la bambola per eccellenza di passate generazioni, simpatica e molto essenziale, fatta di pezza.
La pigotta dell’UNICEF è una bambola speciale: realizzata a mano da volontari, può essere adottata versando una donazione non inferiore a 20 euro. Il ricavato è destinato a finanziare kit salvavita in grado di fornire ai bambini africani in situazioni di alto rischio di mortalità interventi mirati nei primi cinque anni di vita , particolarmente delicati. Si tratta di un pensiero che potrà rendere felice chi dà e chi riceve, grazie alla consapevolezza di aver compiuto un piccolo, ma importante, gesto di solidarietà. Non è forse meglio di tanti altri oggetti destinati al riciclo, ai cassetti o alla cantina?
Stradella si prepara al Natale con un 8 dicembre da non perdere
A cura di Marta Giorgi
Anche quest’anno nella città di Stradella si terranno gli ormai tradizionali mercatini di Natale. Il primo era stato nel 2003 ed aveva visto la partecipazione di una trentina di espositori; quest’anno potremo vederne ben novanta e ciò testimonia la continua crescita di adesioni nel tempo. L’esposizione verterà su tre nuclei principali, con l’artigianato tipico natalizio, l’area alimentare e lo spazio solidarietà (cioè quello riservato ad associazioni e/o Onlus impegnate nel sociale). Inoltre anche quest’anno gli alunni della Scuola primaria e della Scuola secondaria di primo grado di Stradella esporranno alcune loro creazioni allo scopo di sostenere economicamente la realizzazione di alcuni progetti didattici. Oltre ai numerosi espositori, anche quest’anno è prevista animazione per i più piccoli. In aggiunta al programma ormai tradizionale, non mancano le novità: la pasticceria Liviero realizzerà una scultura di cioccolato (un albero di Natale alto circa un metro e mezzo) che potremo poi degustare; inoltre un simpatico trenino sarà a disposizione dei più piccoli per fare un giro tra le vie del centro. Non è poi da dimenticare l’esposizione dei poster per la pace, che si terrà in Sala Nerina Brambilla, all’interno del centro culturale di Via Montebello 2, a cura di LIONS INTERNATIONAL / CONSULTA PER LA PACE. Le principali vie del centro storico saranno dedicate alla manifestazione.
Il programma si prospetta ricco e la città di Stradella si prepara ad accogliere i partecipanti nel migliore dei modi. La volontà è quella di far trascorrere a grandi e piccini una giornata all’insegna del divertimento, della spensieratezza e della buona compagnia, il tutto nella magica atmosfera natalizia.
Marta Giorgi
Anche quest’anno nella città di Stradella si terranno gli ormai tradizionali mercatini di Natale. Il primo era stato nel 2003 ed aveva visto la partecipazione di una trentina di espositori; quest’anno potremo vederne ben novanta e ciò testimonia la continua crescita di adesioni nel tempo. L’esposizione verterà su tre nuclei principali, con l’artigianato tipico natalizio, l’area alimentare e lo spazio solidarietà (cioè quello riservato ad associazioni e/o Onlus impegnate nel sociale). Inoltre anche quest’anno gli alunni della Scuola primaria e della Scuola secondaria di primo grado di Stradella esporranno alcune loro creazioni allo scopo di sostenere economicamente la realizzazione di alcuni progetti didattici. Oltre ai numerosi espositori, anche quest’anno è prevista animazione per i più piccoli. In aggiunta al programma ormai tradizionale, non mancano le novità: la pasticceria Liviero realizzerà una scultura di cioccolato (un albero di Natale alto circa un metro e mezzo) che potremo poi degustare; inoltre un simpatico trenino sarà a disposizione dei più piccoli per fare un giro tra le vie del centro. Non è poi da dimenticare l’esposizione dei poster per la pace, che si terrà in Sala Nerina Brambilla, all’interno del centro culturale di Via Montebello 2, a cura di LIONS INTERNATIONAL / CONSULTA PER LA PACE. Le principali vie del centro storico saranno dedicate alla manifestazione.
Il programma si prospetta ricco e la città di Stradella si prepara ad accogliere i partecipanti nel migliore dei modi. La volontà è quella di far trascorrere a grandi e piccini una giornata all’insegna del divertimento, della spensieratezza e della buona compagnia, il tutto nella magica atmosfera natalizia.
Marta Giorgi
Ad ognuna il suo abtio!
A cura di Marta Giorgi
Per la sposa 2013 le proposte glamour sono davvero tante e varie, in grado di soddisfare ogni esigenza. Si può optare per il classico abito lungo, ma anche per il corto, se si vogliono assecondare le tendenze più recenti. L’abito deve porre in risalto la silhouette della sposa e mascherarne i piccoli difetti. Molte, soprattutto le più giovani, scelgono un abito bianco, ma impreziosito da inserti colorati, in genere sui toni del rosso, del blu o del lilla; il medesimo colore può essere ripreso nella scelta delle scarpe, del bouquet e di eventuali cerchietti, mollette o fermacapelli. Insomma, pur rimanendo fedeli al bianco, si può “spezzare” con un tocco di colore. La moda 2013 predilige l’accollatura ed il ritorno delle maniche, che negli ultimi anni erano decisamente venute meno e che ricompaiono in grande stile, valorizzate da paillettes, perle e cristalli Swarovsky. Gli stilisti hanno prestato grande attenzione anche a leggere code di tulle e raffinati veli, impreziositi da contorni in pizzo ed applicazioni di fiocchi e fiori. Le nuove tendenze prevedono abiti moderni, ma al tempo stesso romantici ed impreziositi da dettagli vintage. Il panorama delle proposte è molto eclettico; basti osservare, per citarne una, la nuova collezione di Pronovias, una delle griffe maestre per quanto riguarda gli abiti da sposa: si passa dalle soluzioni più tradizionali alle più sbarazzine. La parola finale spetta alla sposa, che dovrà innanzitutto sentirsi a suo agio nei panni che indossa. Insomma, ad ognuna il suo abito!
Marta Giorgi
Per la sposa 2013 le proposte glamour sono davvero tante e varie, in grado di soddisfare ogni esigenza. Si può optare per il classico abito lungo, ma anche per il corto, se si vogliono assecondare le tendenze più recenti. L’abito deve porre in risalto la silhouette della sposa e mascherarne i piccoli difetti. Molte, soprattutto le più giovani, scelgono un abito bianco, ma impreziosito da inserti colorati, in genere sui toni del rosso, del blu o del lilla; il medesimo colore può essere ripreso nella scelta delle scarpe, del bouquet e di eventuali cerchietti, mollette o fermacapelli. Insomma, pur rimanendo fedeli al bianco, si può “spezzare” con un tocco di colore. La moda 2013 predilige l’accollatura ed il ritorno delle maniche, che negli ultimi anni erano decisamente venute meno e che ricompaiono in grande stile, valorizzate da paillettes, perle e cristalli Swarovsky. Gli stilisti hanno prestato grande attenzione anche a leggere code di tulle e raffinati veli, impreziositi da contorni in pizzo ed applicazioni di fiocchi e fiori. Le nuove tendenze prevedono abiti moderni, ma al tempo stesso romantici ed impreziositi da dettagli vintage. Il panorama delle proposte è molto eclettico; basti osservare, per citarne una, la nuova collezione di Pronovias, una delle griffe maestre per quanto riguarda gli abiti da sposa: si passa dalle soluzioni più tradizionali alle più sbarazzine. La parola finale spetta alla sposa, che dovrà innanzitutto sentirsi a suo agio nei panni che indossa. Insomma, ad ognuna il suo abito!
Marta Giorgi
Bomboniere eleganti e raffinate? con o senza argento!
A cura di Marta Giorgi
Ecco curiose novità per chi vuole essere originale, ma senza rinunciare ai classici confetti?
Pare che nel 2011 sia stata messa la parola 'fine' alle bomboniere preziose e ricercate. La nuova moda propone un minor costo, per la gioia degli sposi, ed una maggiore originalità, che lascia stupiti amici e parenti. Sempre più spesso, per esempio, le coppie scelgono simpatiche piantine, magari che richiamino i colori principali adottati per la cerimonia. Altra tendenza sempre più apprezzata è quella di optare per un raffinato soggetto appartenente alla sfera gastronomica, che generalmente consiste in un vasetto di marmellata o in una bottiglietta di vetro contenente olio o spezie. Alcuni non abbandonano del tutto la tradizione e distribuiscono confetti, ma in semplici sacchettini cuciti a mano o in sobrie scatolette di legno o di cartone colorato. Le coppia più generose possono optare per una donazione, che viene poi attestata mediante pergamene rilasciate dagli sposi agli invitati. Questi sono solo alcuni dei tanti modi per stupire amici e parenti con originalità, raffinatezza e magari, perché no, anche con un piccolo risparmio.
Ecco curiose novità per chi vuole essere originale, ma senza rinunciare ai classici confetti?
Pare che nel 2011 sia stata messa la parola 'fine' alle bomboniere preziose e ricercate. La nuova moda propone un minor costo, per la gioia degli sposi, ed una maggiore originalità, che lascia stupiti amici e parenti. Sempre più spesso, per esempio, le coppie scelgono simpatiche piantine, magari che richiamino i colori principali adottati per la cerimonia. Altra tendenza sempre più apprezzata è quella di optare per un raffinato soggetto appartenente alla sfera gastronomica, che generalmente consiste in un vasetto di marmellata o in una bottiglietta di vetro contenente olio o spezie. Alcuni non abbandonano del tutto la tradizione e distribuiscono confetti, ma in semplici sacchettini cuciti a mano o in sobrie scatolette di legno o di cartone colorato. Le coppia più generose possono optare per una donazione, che viene poi attestata mediante pergamene rilasciate dagli sposi agli invitati. Questi sono solo alcuni dei tanti modi per stupire amici e parenti con originalità, raffinatezza e magari, perché no, anche con un piccolo risparmio.
Gli sposi e la casa: un evento a misura di coppia
A cura di Marta Giorgi
La fiera pavese dedicata agli sposi offre un valido supporto a coppie di ogni età che si avviano al matrimonio?
Anche quest'anno il Palazzo Esposizioni di Pavia (Piazzale Europa) sarà aperto a tutte le coppie interessate a compiere quel grande passo che è il matrimonio. Infatti, dal 21 al 24 ottobre, si terrà la fiera Gli sposi e la casa, giunta alle diciassettesima edizione e mirata ad offrire le più svariate consulenze inerenti non solo il giorno del grande sì, ma anche tutto ciò che ne deriva, dal viaggio di nozze all'arredamento della casa dei neosposi. Le coppie interessate avranno a disposizione per le quattro giornate una serie di stand con personale disponibile a guidarle nelle scelte organizzative riguardanti le nozze e la casa. L'evento sarà molto ricco di iniziative sia tradizionali sia inedite; non mancheranno sfilate di moda, ora del te, gustosi aperitivi e molto altro. Inoltre, per la gioia degli amanti delle pagine rosa, nelle serate di venerdì, sabato e domenica, saranno presenti personaggi del mondo dello spettacolo , anche se non è stato svelato di chi si tratterà. Anche quest'anno sarà data ai futuri sposi una preziosa opportunità, grazie alla consueta iniziativa Concorso a premi: mediante un'estrazione saranno assegnati ai fortunati oltre venti premi legati all'ambito del matrimonio, per un valore complessivo di 20.000 euro. Insomma, l'iniziativa offre davvero un prezioso supporto ed una grande competenza per le coppie in procinto di compiere il grande passo. A questo punto, non rimane che dire'futuri sposi, non mancate!
Lo storico teatro Carbonetti di Broni è sulla via della rinascita
| A cura di Marta Giorgi |
I lavori sono in corso e la struttura si presenta ampia, pratica e polifunzionale
Nella
città di Broni sta riprendendo vita quello che è stato un grande punto
di riferimento sociale e culturale per i cittadini delle passate
generazioni: lo storico teatro Carbonetti. I lavori sono in corso e si
stima che si protrarranno fino alla fine dell'inverno o all'inizio della
primavera del 2012. Molto è già stato fatto ed in data 22 settembre il
cantiere è stato aperto a Cerca-Affari, Provincia Pavese e TelePAVIA per
dare la possibilità di prendere visione dei grandi lavori in corso, con
la guida dell'architetto di Asti Domenico Catrambone, che dirige il
progetto e che si è mostrato disponibile a rispondere a qualche domanda
riguardante la struttura in questione.
Come può descriverci, in linee generali, il progetto che sta prendendo vita?
Una
volta completato, il Carbonetti sarà non solo un teatro, ma un vero e
proprio centro polifunzionale. La sala principale metterà a disposizione
quasi quattrocento posti. Il ridotto, oltre a costituire un disimpegno
nel corso degli intervalli dei vari spettacoli, potrà essere utilizzato
come sala polivalente. Ci sarà inoltre la possibilità, mediante una
pannellatura mobile, di separare la galleria, adoperandola così, al di
fuori degli orari degli spettacoli teatrali, come sala riunioni o di
proiezione di film (si pensa infatti di organizzare, tra le altre
iniziative, un'attività di cineforum). Inoltre, uno spazio del
sottotetto, costituirà un'ulteriore sala polivalente.
Nel ridare vita al Carbonetti, quanto è riuscito a recuperare del fasto tipico dei suoi albori?
La
volontà principale è stata quella di cercare di 'recuperare il
recuperabile'. La ristrutturazione degli anni Sessanta aveva cancellato
la tipica struttura del teatro all'italiana e riportarla alla luce non è
stato pienamente possibile. Facendo un bilancio, si può definire questo
progetto una sorta di 'operazione filologica', che ha permesso di
recuperare molto per quanto riguarda l'esterno, ma non l'interno; di
conseguenza, quest'ultimo presenta una struttura piuttosto moderna.
Per quanto riguarda l'ambito organizzativo e quello burocratico, si sono presentate particolari criticità da risolvere?
No,
devo dire che i lavori sono proseguiti in modo fluido. Ho ottimi
rapporti sia con la soprintendenza sia con il comune di Broni, tanto che
ormai posso dirmi 'cittadino bronese di adozione'!
La
struttura risorge grazie ad un accordo tra il comune di Broni e la
società Iridea. Conferma quindi che la messa in atto del progetto non
costerà nulla alla tasche del comune?
Proprio
così. Il progetto prende infatti vita grazie a questo accordo, che vede
una cifra superiore ai tre milioni di euro totalmente a carico di
privati.
Il suo studio di Asti si occupa di
diversi ambiti architettonici. Nell'arco della sua carriera, le era mai
capitato di far risorgere un teatro? Come ha vissuto quest'esperienza?
Agli
albori della mia carriera, ho lavorato nello studio di progettazione
del teatro di Asti. Il Carbonetti è però un'esperienza diversa e, per
tanti aspetti, nuova. Inoltre la progettazione è stata di èquipe;
infatti io mi sono occupato dell'aspetto architettonico, Filighera di
quello prettamente teatrale e Pisani dell'acustico. Insomma, l'opera è
frutto di grande confronto e di aperta collaborazione.
Osservando
i lavori in corso, si può percepire un generale clima di armonia.
Insomma, l'èquipe sembra molto determinata a ridare al Carbonetti lo
sfarzo ed il prestigio che in passato l'hanno contraddistinto. Ancora un
po' di pazienza e potremo ammirare la struttura finita; sicuramente
sarà una grande sorpresa per tutti noi e potrà costituire un
significativo punto di riferimento sociale e culturale.
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