A cura di Marta Giorgi
Il 13 febbraio è uscita nelle sale cinematografiche la commedia Sotto una buona stella, storia di Federico Picchioni (Carlo Verdone), brillante uomo di carriera che ha sempre messo in primo piano il lavoro, trascurando la famiglia e gli affetti; ha un matrimonio fallito alle spalle e due figli, Lia e Niccolò, con i quali ha un rapporto molto critico e superficiale. La situazione però è destinata a cambiare: Federico perde il lavoro, la ex moglie muore e l’uomo deve assumersi la piena responsabilità dei due figli e della nipotina, accogliendoli in casa ed occupandosi di loro sia sotto l’aspetto economico sia sotto quello umano. Come riuscire a gestire la nuova situazione al meglio? In che modo spronare i figli, ormai grandi, a trovare la loro strada? Lo scontro con loro è quotidiano: Federico vorrebbe capirli ed aiutarli a realizzarsi, ma i tempi sono difficili ed i due giovani non hanno fiducia nel padre, il quale, pur sostenendoli economicamente, è sempre stato distante da loro a livello affettivo. In questo clima di tensione, uno spiraglio di luce arriva dalla nuova vicina di casa, la frizzante Luisa Tombolini (Paola Cortellesi), sensibile, simpatica ed un po’ goffa, “tagliatrice di teste” che non sopporta il suo lavoro e che ha un grande bisogno di amore. Luisa porta una ventata di allegria e di nuove soluzioni in casa Picchioni e riesce a farsi volere bene tanto da Federico quanto dai figli e dalla nipotina di lui. Il padre di famiglia, passo dopo passo e con il fondamentale aiuto della vicina di casa, riscopre i valori, tanto semplici quanto preziosi, dei sentimenti e degli affetti, in passato trascurati a favore di lavoro, denaro e prestigio sociale. Inoltre, con il trascorrere del tempo, tra imprevisti, disavventure e chiacchierate, Luisa e Federico si scoprono molto più che amici e possono, dopo errori e delusioni, trovare l’uno nell’altra l’amore autentico. In questa commedia i temi sono molto attuali e trattati non senza quell’ironia, tipica di Verdone, in grado di arrivare dritta allo spettatore e di colpirlo con semplicità, sempre senza cadere nel volgare. Inoltre, si rivela particolarmente efficace la coppia inedita Verdone – Cortellesi, caratterizzata da una complicità davvero sorprendente.
