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Linee generali per la valutazione





La Responsabilità Sociale d’Impresa concerne anche l’etica del lavoro, ed una cultura d’impresa che promuova comportamenti responsabili. Ciò comprende pratiche di responsabilità sociale verso i lavoratori in relazione alla sicurezza e salute, alle condizioni di lavoro, agli investimenti sul capitale umano. Guardare oltre la forza lavorativa e svilupparne le capacità ha importanza strategica per le aziende. Tra le prerogative della RSI rientrano anche quelle di concentrarsi sui rischi psicosociali e promuovere il benessere sul posto di lavoro. I rischi psicosociali legati al lavoro fanno riferimento ad aspetti della progettazione e della gestione del lavoro ed al suo contesto sociale ed organizzativo potenzialmente in grado di causare danno psicologico o fisico. Essi sono stati identificati come una delle maggiori sfide contemporanee per la salute e la sicurezza occupazionale e sono legati a problemi nel posto di lavoro quali stress da lavoro, violenza nel posto di lavoro, molestie e mobbing.
La gestione del rischio psicosociale rientra tra gli obblighi dei datori di lavoro di valutare e gestire tutti i tipi di rischi per la salute dei lavoratori,  come indicato nella Direttiva Quadro del Consiglio Europeo sulla Introduzione delle Misure per Favorire il Miglioramento della Sicurezza e Salute dei Lavoratori nei luoghi di lavoro. Sono, inoltre, rilevanti due accordi conclusi tra i Partners Sociali Europei: l’accordo quadro sullo stress correlato al lavoro (2004) e l’accordo quadro su molestia e violenza morale sul lavoro (2007). Una buona prassi in relazione alla gestione del rischio psicosociale riflette, essenzialmente, una buona prassi in termini di gestione organizzativa, di apprendimento e sviluppo, di responsabilità sociale e di promozione della qualità di vita del lavoratore. Porta a una migliore produttività, migliore qualità di prodotti e servizi, maggiore capacità di attrazione sul mercato del lavoro e migliore capacità di innovazione. La gestione del rischio psicosociale deve essere un processo continuo, parte delle normali attività dell’impresa.
Nella pratica quotidiana i rischi psicosociali hanno molte cause. Conseguentemente non esistono soluzioni veloci e predefinite; è neces sario un processo gestionale continuo. Per essere efficace, prima di scegliere una soluzione, è importante comprendere i principali fattori causali. E’ importante che i tutti i soggetti coinvolti nella gestione del rischio psicosociale siano responsabili del lavoro da fare ed abbiano responsabilità nel processo. La gestione dei rischi psicosociali richiede una strategia di soluzione dei problemi sistematica, basata sulle evidenze e sulla pratica. Deve essere indirizzata a produrre un resoconto ragionato dei più importanti fattori psicosociali associati con la malattia-salute di uno specifico gruppo di lavoratori e basata sulle evidenze.
La gestione dei rischi psicosociali  dovrebbe coinvolgere tutti gli attori e non richiedere solo di modificare la loro percezione del rischio ed il loro comportamento. L’enfasi della legislazione Europea sulla salute e la sicurezza è rivolta verso la prevenzione primaria, che è focalizzata sull’organizzazione in quanto generatrice di rischio. Tuttavia, anche azioni specifiche, incentrate sul livello individuale, possono giocare un ruolo importante, in funzione dell’ampiezza e severità del problema, all’interno delle organizzazioni.
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